Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 20 - 4 nov 2020
ISSN 2037-4801

Editoriale

Una scienza più social

Le difficoltà della scienza di far ascoltare la propria voce non nascono certo con i no vax che negano la pandemia e gli sforzi della ricerca e della medicina per combatterla. Nel corso della storia, anzi, sono stati molti gli scienziati ostacolati dai loro contemporanei, autori di intuizioni geniali ma incomprese. Così come ce ne sono altri che, pur avendo compiuto scoperte importanti, sono poco noti al grande pubblico. Dedichiamo loro il Focus monografico di questo Almanacco della Scienza: nomi oscuri che hanno fatto la storia della genetica, della fisica e della medicina, figure importanti quanto ignote come John Tyndall e Paolo Orsi, personaggi celebri ma osteggiati come Marconi, Meucci e Galileo. Per ricordarli e farli conoscere, oggi, i social network sono forse utili quanto gli strumenti didattici tradizionali. Anche per questo la pandemia, che ci costringe a rivedere le forme della formazione, è assieme una sciagura e una opportunità straordinaria.

In un recente dibattito su “Pandemia infodemia”, del quale diamo notizia nella rubrica "L'altra ricerca" di questo numero dell'Almanacco della Scienza, abbiamo inevitabilmente toccato il tema dei social, considerati da moltissime persone una sorta di Bufalandia, nella quale pascolerebbero esclusivamente o quasi fake news, hating, negazionismi e complottismi. Specie notiziali che, beninteso, sono effettivamente molto presenti in post, tweet e commenti, ma che non devono farci sottovalutare l'aspetto fondamentale del web: una straordinaria opportunità di conoscenza e di trasmissione della conoscenza.

Sempre in quest'Almanacco troviamo un esempio emblematico, quello di un attore e cartoonist che spopola sui social – lo potremmo definire un influencer, termine che comprensibilmente Andrea Lorenzon aborre – con clip di nelle quali sbeffeggia sagacemente propalatori e seguaci di notizie false e antiscientismi, senza salire pomposamente in cattedra ma usando un tono decisamente umoristico, anzi sarcastico. Un metodo non cattedratico ma bottom up, diretto, perciò molto più efficace.

Che dire poi, considerando il settecentenario della morte di Dante che verrà celebrato nel 2021, e a cui presto dedicheremo un numero del nostro webzine, degli esilaranti ma filologicamente impeccabili video che gli Oblivion e Maurizio Lastrico hanno dedicato alla Divina Commedia? Il gruppo teatrale e musicale è famoso per centoni e parodie dedicati – oltre che all'Inferno - anche ai Promessi Sposi, a Pinocchio e alla Bibbia, mentre l'attore di Sant'Olcese si diverte a canzonare in terzine dantesche le più surreali situazioni, dall'autista infuriato di un bus a una colica che insorge nel bel mezzo di una cena.

E se quindi, in conclusione, non fosse sbagliato affidare a Fedez e Chiara Ferragni l'invito rivolto ai giovani di indossare la mascherina? Questo non significa sposare ogni posizione dei due influencer ma accettare che un messaggio deve passare attraverso il canale giusto per farlo giungere al target, in questo caso giovani e giovanissimi, e per ottenere il ritorno atteso. Cioè che le misure di sicurezza siano responsabilmente seguite.

Marco Ferrazzoli