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CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 12 - 4 dic 2019
ISSN 2037-4801

Editoriale

La fotografia, antica, attuale, autentica (non sempre)

Sarà scontata, ma la frase “un'immagine vale più di mille parole” mantiene e rafforza la sua validità. Nella società multimediale odierna, tra new media e hi tech, si sta anzi generando una sorta di sinestesia, di mescolanza tra forme di comunicazione diverse come lo scritto, l'audio e il visuale. Cosa e come ricorderemmo di eventi storici fondamentali, dei quali siamo stati testimoni o almeno coevi, o avvenuti nel passato precedente alla nostra nascita, senza le immagini? Il video degli aerei che si infilano nelle Torri gemelle, e poi quello del loro crollo, le sfocatissime immagini del primo allunaggio e le prime della Terra vista dallo spazio, lo scatto del miliziano morente di Robert Capa (oggetto di molti sospetti: la polemica sulle fake non nasce con i social network)… La composizione dell'immaginario può essere sterminata ed è assolutamente soggettiva.

In questo campo sconfinato, nel Focus dell'Almanacco di dicembre, abbiamo voluto sottolineare in particolare l'importanza della fotografia: tecnica che nasce nel lontano 1839 con Daguerre ma ancor oggi attualissima, grazie soprattutto all'evoluzione avvenuta con il telefonino, che ormai utilizziamo quasi più per immortalare pezzi di vita o ritrarci nei selfie che per parlare. Ma questo non deve farci sottovalutare il ruolo che la fotografia ancora riveste come forma d'arte, di informazione e anche quale strumento nella ricerca scientifica, come ci aiutano a ricordare e capire nel Focus i colleghi del Consiglio nazionale delle ricerche.

Apriamo la sezione con un intervento del presidente Massimo Inguscio, che anticipa un volume di Cnr edizioni, in prossima uscita, con immagini e testi delle attività di ricerca e diplomazia scientifica condotte dall'Ente nel Mediterraneo negli ultimi anni. Parliamo poi con Edoardo Boncinelli, ricercatore e autore di “Vedere il mondo. Cinque lezioni su scienza e fotografia”, un suggerimento bibliografico cui aggiungiamo quelli di “La ragione e il metodo. Immagini della scienza e dell'arte italiana dal XVI al XIX secolo”, edito da Electa, e di alcuni volumi legati al Cnr: “Materica. La scienza come (non) te la immagini” di Michela Alfè e Mauro Caccavale; “Il mestiere del ricercatore” di Christian Barbato; “Scienza come arte” di Marina Iorio; “Blow up. Immagini dal Nanomondo”, con testi di Maddalena Scandola; “I giorni dell'Aquila”, che racconta la collaborazione con i Vigili del fuoco dopo il sisma; “I colori dell'alluvione. Firenze, 4 novembre 1966”, edito nell'ambito delle celebrazioni che hanno visto l'Ente protagonista; “Il corpo dello Stato” di Armin Linke, che riporta in copertina la nostra Sala Fermi; l'altro volume di Cnr edizioni che raccoglie foto realizzate da colleghi e ricercatori, “Riscattiamo la scienza”.

Tornando al Focus, si ricorda la clamorosa (e discussa) prima immagine di un buco nero realizzata quest'anno, che ci ha regalato anche il “selfie” di Luca Parmitano con la Iss riflessa nel visore: a proposito di viaggi spaziali, peraltro, nel Faccia a faccia incontriamo il primo astronauta italiano, Franco Malerba. E poi si parla dell'imaging in campo medico, di novel food e della moda di immortalare il proprio piatto al ristorante, di foto e ambiente: con il traffico navale nella Laguna di Venezia, oggetto di una mostra di Gianni Berengo Gardin, e con gli incendi della foresta amazzonica, sui quali sono talvolta circolate foto (di nuovo…) non sempre autentiche. Sempre a proposito di “verità” fotografica, un articolo si occupa proprio della post produzione in digitale.

Per gli amanti della fotografia, nella rubrica Altra ricerca segnaliamo la mostra “Carpe Sidera. La meraviglia del cielo sulla bellezza di Roma”. Ma almeno un altro paio di appuntamenti vanno ricordati: le presentazioni di “Un mondo sostenibile in 100 foto”, il 5 dicembre alle 16 a Palazzo Sant'Andrea a Roma, e di “Photoansa 2019” il 5 dicembre alla Fondazione Feltrinelli di Milano.

Quello di dicembre è l'ultimo numero dell'Almanacco della Scienza di quest'anno, in attesa di ripartire nel 2020 con alcune modifiche che i lettori speriamo apprezzeranno. Facciamo pertanto a tutti i nostri auguri di buone feste, oltre che di buona lettura.

Marco Ferrazzoli