Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

N. 1 - 10 gen 2018
ISSN 2037-4801

Editoriale

'68, motore e simbolo del cambiamento

Quando abbiamo deciso di dedicare un numero del Focus monografico dell'Almanacco della Scienza al 1968 abbiamo anche stabilito di farlo uscire a gennaio, poiché immaginavamo che sin dall'inizio di quest'anno in molti avrebbero lanciato iniziative del genere, come poi è stato. Il cinquantennale è un anniversario tondo e l'importanza del '68 è sicuramente notevole, anche perché fu un momento di rottura segnato da scontri talvolta drammatici in diverse parti del mondo, si pensi solo alla repressione della Primavera di Praga, al massacro degli studenti di Città del Messico o alla battaglia di Valle Giulia. L'anno del 'maggio francese', nel nostro immaginario, ha assunto un ruolo che va persino al di là della pur notevole portata dei suoi accadimenti. Un po' come era avvenuto nel secolo ancora precedente con il '48, divenuto sinonimo di moto indipendentista e nazionalista, il 1968 è rimasto nel parlare comune quale equivalente di rivolta studentesca e giovanile, di contestazione dell'autorità costituita, di richiesta di maggior partecipazione, di allargamento delle basi e dei processi decisionali. Anche se un'analisi scientificamente corretta ci dice che la storia, un po' come la natura, “non facit saltus” e che i processi dinamici sono progressivi, per quanto in alcuni momenti si creino delle apparenti soluzioni di continuità.

Nel Focus abbiamo tratto spunto dal '68, come sempre con l'aiuto dei nostri ricercatori, per affrontare argomenti di rilievo quali i diritti dei neri e la parità di genere, per rievocare alcuni fatti di  50 anni fa come la guerra in Vietnam e la scoperta della prima stella pulsar, per rileggere alla luce dell'attualità due calamità come il terremoto del Belice e l'alluvione del Biellese.

Sul processo generale di cui quell'anno è motore e simbolo non esprimiamo giudizi ma osserviamo come la spinta che allora fu impressa sia oggi soggetta a valutazioni più articolate di quanto è accaduto nei decenni scorsi, nei quali essa aveva animato contrapposizioni manichee. Con l'epocale cambiamento indotto dalle tecnologie digitali e dai new media, poi, il passaggio da una struttura sociale verticale, improntata a una forte soggezione al principio di autorità, a una caratterizzata da relazioni molto più orizzontali, ha subito un'accelerazione enorme, che ci porta a osservare questo processo con ancora maggior cautela. Almeno su temi come quelli che riguardano la ricerca scientifica, la libertà delle opinioni va infatti subordinata alla competenza oggettiva: questo sì, ci sentiamo di affermarlo con chiarezza.

Marco Ferrazzoli