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CNR: Alamanacco della Scienza

N. 12 - 6 dic 2017
ISSN 2037-4801

Editoriale

La cultura come dovere

L'ignoranza è un male che inquina la società e contamina le relazioni. Mentre conoscere e comprendere è un dovere che coinvolge tutti e che abbiamo in primo luogo verso noi stessi. L'interpretazione, l'opinione, la percezione sono il filtro ineludibile attraverso il quale osserviamo la realtà e ci relazioniamo con essa, è questo che determina le diversità individuali e la ricchezza complessiva che deriva da queste. Ma la libertà di esprimere il nostro parere è legata al rispetto dei dati di realtà, a un dovere faticoso di cui talvolta pare si sia perso il senso: quello, appunto, di conoscere e capire. La cultura è un dovere, oltre che un piacere che si apprezza dopo aver superato qualche scoglio iniziale, quando si capisce che il bello sta nello sforzo per giungere a un traguardo, più che nel risultato stesso.

La cultura è infatti un metodo, quello della ricerca, del rigore, della verifica, del dubbio, della prova, del confronto, più che il possesso delle conoscenze e delle competenze che poi aiutano a lavorare, a produrre, a fare impresa o ricerca. Imparare questo metodo aiuta ad acquisire una maggior consapevolezza di cittadini e di esseri umani, una coscienza diversa nell'affrontare le continue e spesso gravose difficoltà della vita. In questo senso, e non soltanto perché aiuta a prendersi meglio cura della propria salute, è vero che studiare aiuta a “vivere di più”, come alcuni articoli titolano, talvolta in modo un po' tranchant. Ancorché, purtroppo, lo studio non si traduca automaticamente né regolarmente in reddito e carriera professionale: tanti ricercatori ne sanno qualcosa e il ripristino dello status sociale dovuto a insegnanti e studiosi è senz'altro divenuto un'urgenza.

Questa esigenza di consapevolezza, per quanto i ciarlatani abbiano sempre riempito le piazze fisiche e mediatiche, appare ogni giorno di più un'emergenza. D'altronde non è un caso che le fake news siano ormai entrate nel pieno del dibattito politico. Si pensi solo agli enormi errori indotti in molti giovani dalla crassa ignoranza storica, che oscura in loro persino quanto è avvenuto pochi decenni fa; oppure al diritto, alla drammatica separazione linguistica e semantica che corre tra chi scrive le leggi e i cittadini che devono rispettarle; ma anche ai rischi che corriamo per il nostro analfabetismo tecnologico ed economico. Questo, ribadiamo, significa dare alle opinioni il loro giusto peso e non voler imporre autoritariamente una 'verità' assoluta, né tanto meno sminuire la funzione della fiction, che però a volte assume un impatto sovrastante rispetto ai fatti cui si ispira (d'altra parte già Voltaire lamentava che “la storia è sfigurata dalla favola”).

Ribadiamo anche l'esigenza di inserire appieno la scienza nell'idea condivisa di cultura, in coerenza con un'unicità del sapere che da un lato è sempre più evidente, data l'interdisciplinarietà delle nuove frontiere di ricerca, ma che dall'altro è parte del nostro patrimonio storico, si pensi solo ai geni del Rinascimento. Le discipline umanistiche sono indubbiamente necessarie per un compiuto senso civico quanto quelle naturali e dure, poiché obbediscono anch'esse al metodo scientifico. Persino un filosofo o un narratore, osservava giustamente Umberto Eco, non possono svolgere il loro lavoro senza l'adeguata conoscenza e comprensione degli autori che hanno segnato questi due ambiti culturali.

Abbiamo voluto dedicare il Focus monografico di questo Almanacco della scienza di dicembre ai fatti principali del 2017 proprio per cercare di comprendere meglio, con l'aiuto dei ricercatori del Cnr, l'anno che si sta chiudendo. Certo, ogni selezione di questo tipo è soggettiva e opinabile, e avvertiamo i lettori che non troveranno alcune importanti notizie scientifiche come i progressi compiuti nella genetica o le scoperte sulle onde gravitazionali premiate con il Nobel, oppure temi al centro dell'attenzione pubblica quali il terrorismo e i movimenti migratori (argomenti per i quali vi forniamo comunque alcuni link utili). Con l'augurio di buona lettura, quindi, vi porgiamo anche quelli di ottime festività e di un felice 2018.

Marco Ferrazzoli