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CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 18 - 10 dic 2014
ISSN 2037-4801

Editoriale

Un anno tra cronaca e scienza

Tentiamo in quest'ultimo numero dell'Almanacco della Scienza un bilancio che intende focalizzare, alla luce delle competenze dei nostri ricercatori, alcuni dei principali eventi dell'anno ormai al termine. Senza pretesa di esaustività, ovviamente: abbiamo anzi avuto l'imbarazzo della scelta e siamo stati costretti a escludere molti argomenti, già in parte trattati sul nostro magazine, a conferma della sempre maggior rilevanza degli aspetti tecnici e scientifici nei fatti quotidiani e fondamentali della nostra vita individuale e collettiva.

Vogliamo in queste righe, però, accennare almeno a due degli 'esclusi'. Sulla vexata quaestio dei vaccini anti-influenzali 'sospettati' di aver provocato qualche decesso la cronaca giornalistica ha probabilmente, come le è consueto, esasperato i dati provvisori: va osservato quindi che l'essenziale ruolo di sentinella svolto dall'informazione deve essere sempre contemperato all'esigenza di non indurre allarmismi improvvisati e soprattutto di non intaccare la fiducia in un presidio sanitario essenziale per la sanità pubblica. Considerazione che si lega anche al tema 'adiacente' dell'ultima sentenza che intima al ministero della Salute, che ha già presentato appello, un risarcimento per un caso di autismo attribuito a una vaccinazione: il rispetto che abbiamo per l'autonomia della magistratura è almeno pari a quello per i giornalisti, ma non possiamo esimerci dall'osservare che la tesi del nesso tra vaccini e autismo non si basa su alcuno studio scientifico. Anzi, ne esiste uno che però fu clamorosamente ritirato, con tanto di scuse, dalla rivista dove era stato pubblicato.

Le sempre incerte sorti dell'Ilva di Taranto e la sentenza sul caso Eternit – al di là del merito - pongono invece la non meno complessa questione del rapporto tra esigenze economiche, occupazionali, ambientali e di tutela della salute. Vale qui la considerazione, estendibile ai casi di protezione del territorio rispetto agli eventi calamitosi, che affrontare certi problemi in termini di 'emergenza' è sempre perdente. I processi dello sviluppo, sia edilizio sia industriale, dovrebbero essere governati in corso, cercando di tenere in debito conto le diverse e spesso contrastanti esigenze in campo: quando si cerca di risolverli in sede giudiziaria o nell'ambito della protezione civile significa che è già tardi.

Su questi argomenti, comunque, torneremo senz'altro nel prossimo anno in cui, anticipiamo, l'Almanacco diventerà mensile e si arricchirà di nuovi spazi. In calce, per chi fosse interessato ad approfondire questi argomenti, segnaliamo, scusandoci per l'autocitazione, la recente uscita di un manuale – Parola di scienziato - che vuole proprio raccogliere alcune buone e cattive pratiche di comunicazione della scienza, per chiarire meglio come una corretta informazione e una consapevolezza maggiore di certe tematiche siano un presupposto indispensabile per una democrazia più compiuta.

Non ci resta che augurare a tutti i nostri lettori un Buon Natale e un Felice 2015.

Marco Ferrazzoli