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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 19 - 5 dic 2012
ISSN 2037-4801

Editoriale

Quando la scienza va in fumetto

In questi giorni viene presentata un'interessante indagine sul risalto che i media offrono al settore del 'bio', cioè della cosiddetta agricoltura biologica o, meglio, del settore agroalimentare che viene definito con questo attributo ('Come comunicare al consumatore e alle istituzioni la sostenibilità, la qualità e l'efficienza dell'agricoltura biologica?', 6 dicembre, Centro di ricerca per la patologia vegetale di Roma). Ne emerge una positività quasi unanimistica da parte della stampa, un plauso corale, causa ed effetto insieme dell'analogo atteggiamento dell'opinione pubblica.

Nulla di male, anzi il futuro del nostro agro-alimentare è senz'altro nelle scelte di qualità, nel tentativo di ritagliare alle nostre produzioni di eccellenza e anche di nicchia mercati più ampi e, insieme, target 'alti', poiché appare sempre più difficile per la produzione italiana essere concorrenziale con quella di Paesi capaci di immettere sul mercato prodotti a prezzi notevolmente inferiori. Va però onestamente avvertito il rischio, già evidenziato da qualcuno, che alcune parole come 'biologico' e 'sostenibile' diventino dei luoghi comuni, dei passe partout.

Al di là di talune posizioni specifiche assunte in merito, vedi per esempio quanto scrive il sito greenews,  appare insomma opportuno riflettere sulla tendenza di alcune posizioni e opinioni, e dei relativi vocabolari, a trasformasi in 'mode'. E, come diceva Giorgio Gaber, "quando è moda, è moda": buona o cattiva che sia, porta con sé una nota di conformismo che, soprattutto su temi che dovrebbero avere una fondatezza scientifica, è meglio evitare.

In campo ambientale, soprattutto, è invece doveroso prendere atto della complessità dei problemi e della difficoltà di giungere a una soluzione miracolistica, indolore, priva di controindicazioni. Pensiamo, senza arrivare al caso dell'Ilva che continua giustificatamente a occupare tg e giornali, alla problematica sempre più impellente per molti centri urbani dello smaltimento dei rifiuti. Oppure alle polemiche e alle accuse che da Bruxelles giungono contro l'Italia per il nostro presunto 'eccesso di rigore' nell'abolizione degli shopper in plastica (certo, è curioso che l'Unione ci imputi come colpa la severità ecologica!).

E, ancora, nei giorni scorsi si è parlato di "demagogia" in riferimento al settore fotovoltaico, il cui sviluppo è ancora sostanzialmente legato ai sussidi pubblici. E di "ripensamento" in merito alla libertà di ricerca sugli organismi geneticamente modificati, invocata dalla maggioranza degli italiani secondo quanto attesta un'indagine Ispo.

Per chi si occupa di divulgazione e informazione scientifica non è semplice essere equilibrato e oggettivo su tematiche come quelle citate, poiché la divergenza di opinioni è ampia anche tra gli esperti e dunque è impossibile demarcare in modo netto torti e ragioni. Il rischio è che a prevalere sia quindi la comunicazione più efficace e non la più completa e corretta.

In qualche modo a questa problematica si lega anche il Focus monografico di questo Almanacco della scienza, che abbiamo dedicato ai fumetti, alla loro interpretazione in chiave 'scientifica' e al loro utilizzo come mezzo di divulgazione.

M. F.