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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 14 - 19 set 2012
ISSN 2037-4801

Editoriale

Science on breaking news

Il tema scelto per l'edizione 2012 di Light, 'Science on breaking news', apre un ventaglio di spunti davvero ampio. L'evento organizzato dal Consiglio nazionale delle ricerche in occasione della 'Notte europea dei ricercatori' (28 settembre, Planetario dell'Eur di Roma dalle ore 17.00), affronterà infatti alcuni dei più importanti temi scientifici che hanno interessato i media, dalla 'mozzarella blu' all'incidente di Fukushima, dal meteo alla sicurezza navale.

L'elenco delle notizie 'scientifiche' che hanno non solo suscitato interesse e dibattito ma anche scatenato polemiche talvolta assai vivaci è lungo, anche limitandosi all'estate che va concludendosi in questi giorni: energia nucleare, riscaldamento globale, organismi geneticamente modificati, sperimentazione animale... E tra i 'non addetti' che assistono allo scontro tra le posizioni contrapposte, si agita un dubbio: la scienza non dovrebbe fornire certezze oggettive? Come mai su questi argomenti sembrano scendere in campo dei 'partiti' più che degli scienziati?

La questione è complessa quanto importante. In realtà la scienza che noi assumiamo come 'verità' procede con un metodo, quello sperimentale per 'prove ed errori', che consente un avvicinamento asintotico alla comprensione della realtà e, dunque, forti margini di interpretazione e dissenso.

Ciascun tema, poi, ha una sua specificità. Per esempio, l'aumento delle temperature a livello globale è una realtà incontrovertibile nella quale l'incidenza antropica è certa (di recente l'Istituto di inquinamento atmosferico del Cnr ha pubblicato un interessante studio in tema). Ma i margini di incertezza restano amplissimi per quanto concerne l'incidenza dell'azione umana, le conseguenze del riscaldamento e la stessa acquisizione ed elaborazione dei dati. Questa complessità è di frequente azzerata da asserzioni 'manichee', sia 'catastrofiste' sia di tenore opposto, come quella del presidente ceco Vaclav Klaus che, ai seminari di Erice, ha accusato i sostenitori del "pericolo del riscaldamento globale" di usare "argomenti e scopi molto simili a quelli cui eravamo abituati sotto il regime comunista".

"Il dissidio tra pro e contro è la malattia della mente", come hanno scritto sul Sole-24 Ore Gilberto Corbellini e Simone Gozzano, avvertendo che "gli schieramenti manichei prescindono dai fatti" a proposito di un altro tema, la sperimentazione animale, arroventato dalle iniziative del movimento Occupy Green Hill contro l'allevamento dei beagle di Montichiari. Da un lato, abbiamo gli animalisti che si oppongono ai test in vivo, dall'altro chi sostiene che tale sperimentazione "è indispensabile in certi settori della ricerca", come l'associazione Luca Coscioni secondo cui "l'alternativa è la rinuncia pura e semplice alla ricerca scientifica" e "la condanna per migliaia di persone".

Il confronto si svolge troppo spesso a colpi di affermazioni apodittiche. Riguardo gli Ogm, per esempio, Mario Capanna accusa il "blocco di potere formato da scienziati, industrie (spesso multinazionali), ceto politico, establishment finanziario" di non avere "una sostanziale legittimazione democratica", mentre lo scrittore Antonio Pascale replica con un "frottole", sostenendo che gli organismi geneticamente modificati consentono di dare all'umanità 'Pane e pace', come ha titolato il suo libro.

In particolare, è difficile tenere i nervi saldi e la testa lucida quando si toccano le problematiche della salute: pensiamo alle cellule staminali e al caso di Celeste Carrer, per il quale un giudice ha autorizzato una cura la cui efficacia non è validata dai protocolli clinici convenzionali. Angelo Vescovi, che per primo in Europa ha trapiantato staminali su un malato di Sla, avverte: "Esistono delle regole. E dicono che per somministrare qualcosa a un paziente deve essere dimostrato che non si provocheranno dei danni". Altri, anche in ambito medico, pensano che alla disperazione dei famigliari si debba rispondere con una più celere 'applicazione' delle potenzialità che la ricerca dischiude.

In questi casi l'aspetto empatico coinvolge e quasi travolge il dibattito e la stessa scienza non riesce a trincerarsi dietro una presunta neutralità dai sentimenti né, all'opposto, dai finanziamenti (si veda su questo l'interessante 'Scienza, religione e politica' di Robert K. Merton, recensito sull'Almanacco). Spesso, anzi, a smuovere le coscienze è proprio l'emotività, come è accaduto con il film 'La bella addormentata' che il regista Marco Bellocchio ha dedicato a Eluana Englaro e al quale il bioeticista Adriano Pessina dell'università Cattolica di Milano ha risposto invitando a non "continuare nel muro contro muro sul sì e sul no".

I mezzi di comunicazione e informazione a volte rischiano di fornirci, insieme a molti elementi utili per farci un'opinione, l'illusione frettolosa di essere 'competenti' a giudicare. La rete, in particolare, è una grande opportunità se si possiedono strumenti culturali adeguati per vagliare e orientarsi tra i contenuti, altrimenti l'affastellamento può diventare una forma di incompetenza paradossale e più subdola, poiché non è compensata dalla 'curiosità socratica'.

Marco Ferrazzoli