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CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 16 - 15 dic 2010
ISSN 2037-4801

Editoriale

Un anno di successi per il Cnr

Dicembre è tempo di bilanci, non solo patrimoniali. Il 2010 è stato un anno intenso per il Consiglio nazionale delle ricerche: numerosi i risultati raggiunti, diverse le sfide, alcune delle quali sono ancora in corso, qualche ostacolo e molti progetti. Ogni passo è stato comunque stimolante, e indicativo della vitalità del maggiore ente di ricerca italiano, da sempre un osservato speciale perché considerato - a ragione - un indicatore attendibile dello stato di salute della ricerca italiana. Come sta, dunque, la ricerca del nostro Paese, e più precisamente quella del Cnr? A guardare i risultati la risposta non può che essere positiva. Pur se condizionata dalla pesante congiuntura economico finanziaria internazionale, che potrebbe riflettersi soprattutto in una contrazione dei contratti esterni, la rete scientifica di questo ente ha dimostrato di sapere assestare i suoi colpi, portando a casa numerosi successi. E' recente la pubblicazione dell'annuale classifica internazionale Scimago institution rankings, che mette in fila le istituzioni mondiali in base alla loro produzione scientifica. Il Consiglio nazionale delle ricerche si è visto confermare un ruolo di primaria importanza, attestandosi al 23esimo posto al mondo (22esimo lo scorso anno), davanti a istituzioni come il Massachusetts institute of technology o la Oxford university, e dietro a colossi come l'Accademia delle scienze cinese o il Cnrs francese, ben più grandi.

Poche settimane fa un progetto di impresa 'made in Cnr', AmoLab, si è aggiudicato il Premio nazionale innovazione 2010, la più importante competizione italiana per progetti d'impresa ad alto contenuto innovativo nati in ambito universitario e degli enti pubblici di ricerca. Presentato dai ricercatori dell'Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Lecce (Ifc-Cnr) Sergio Casciaro, Francesco Conversano ed Ernesto Casciaro, in collaborazione con alcuni imprenditori, Amolab ha convinto tutti e ora, forte di due brevetti internazionali, si lancerà nella sfida di trasformare la ricerca scientifica in ricchezza per il Paese. Una partita in cui questo ente ha deciso da tempo di investire molte energie, evidentemente a ragione. Un altro risultato rimarchevole per il Cnr, nel 2010, è stato la messa a bando di 485 posti di ricercatore a tempo indeterminato. Una consistente iniezione di forze nuove e giovani che rappresenta una discontinuità rispetto al recente passato, e una speranza per un futuro in cui sarà necessario programmare in maniera continua e certa il percorso di chi vuole poter svolgere il bellissimo mestiere del ricercatore. Nel frattempo, grazie a un rinnovato impulso nei finanziamenti da parte del Ministero della ricerca, Cnr ed Enea possono tornare a fare ricerca in Antartide dopo anni di stallo. La collaborazione con il Miur ci permettera' di lanciare nuovi e ambiziosi progetti di ricerca, i progetti bandiera del Piano nazionale della ricerca, aperti alla comunita' scientifica e industriale e coordinati dal Cnr. Riguarderanno l'epigenomica, lo studio del mare a livello biologico e per la prevenzione degli tsunami, i mezzi di produzione avanzata per offrire sostegno al tessuto imprenditoriale italiano e, infine, un programma di sostegno al nucleare. Risultati, riconoscimenti e rilancio della nostra azione sono dunque il bilancio di questo 2010 che si chiude, e la premessa per un migliore 2011.

Luciano Maiani, Presidente del Cnr