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CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 14 - 10 nov 2010
ISSN 2037-4801

Editoriale

Ricerca: molto orgoglio, qualche pregiudizio

Conoscere e vedere in attività i ricercatori è un'esperienza entusiasmante. Riscontrare l'utilità del loro lavoro per i cittadini, però, lo è ancora di più.

Nei giorni scorsi si è tenuto il Festival della Scienza di Genova, una manifestazione di cui non si può nemmeno immaginare l'impatto se non la si visita di persona. L'intera città è invasa da mostre, convegni, incontri, exhibition e soprattutto da torme di visitatori (in gran parte studenti e giovanissimi) che smanettano allegramente sulle tecnologie messe loro a disposizione (d'altronde, non si chiamano 'hands on'?) e che ascoltano conferenze su temi tutt'altro che banali senza fiatare, o travolgendo gli oratori di domande.

Citiamo solo alcuni fra i tanti eventi. La finale della Start Cup 'Cnr-Il Sole 24 Ore', cui hanno partecipato 15 idee di ricerca mirate a diventare impresa: un'iniziativa che, sul sito del quotidiano economico, ha raccolto ben 240 mila contatti di lettori e navigatori che  hanno votato il miglior progetto dal punto di vista della comunicazione. Poi l'incontro con le classi romane e palermitane che hanno vinto il concorso abbinato alla manifestazione organizzata dall'Ufficio stampa del Cnr, 'Scienziati e studenti': una vera iniezione di fiducia sulle sorti della scuole italiana, che se ha professori e studenti così non dev'essere messa male come si dice.

Infine, la presentazione del libro 'I giorni dell'Aquila', che con oltre 200 splendide immagini documenta il lavoro svolto dopo il terremoto dai Vigili del fuoco, spesso coadiuvati dai nostri ricercatori. Pochi giorni dopo questo incontro, è arrivato un annuncio che ci ha reso felici e orgogliosi: l'assegnazione al Consiglio nazionale delle ricerche, da parte del presidente del Consiglio, dell'attestato di pubblica benemerenza di I classe per l'impegno profuso in occasione del sisma del 6 aprile 2009.

Sono anche questi riconoscimenti e questi riscontri che sostengono chi fa ricerca e che aiutano a superare tante difficoltà e talune incomprensioni. Ad esempio, quelle causate da alcuni organi di stampa che, nei giorni scorsi, hanno diffuso sul nostro Ente dati del tutto errati e giudizi poco lusinghieri, nonché per nulla motivati. Cose che possono accadere, certo, ma a volte sorge il dubbio che, parlando di ricerca pubblica, più che le valutazioni si usino i pregiudizi.

Marco Ferrazzoli