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CNR: Alamanacco della Scienza

N. 21 - 18 nov 2020
ISSN 2037-4801

Editoriale

Plurali e sottintesi non servono

“Ci vogliono imporre…”, “Siamo circondati da…”, “Siete dei poveri…”. Quante volte leggiamo frasi simili su Internet, sui social network, nelle chat? La domanda che bisognerebbe porsi è: loro chi, noi chi, voi chi? Io di recente ho provato, con una persona che conosco bene e che non è affatto sprovveduta, a porre una semplice, ingenua richiesta di chiarimento, ma il tono si è subito alzato, avvicinandosi allo scontro, vanificando il mio tentativo di comprensione.

I soggetti di questo tipo di affermazioni sono quasi sempre plurali e sottintesi. Forse evitarli ed esplicitarli aiuterebbe a capirci meglio. Sono i governi, le multinazionali, gli scienziati a volerci imporre qualcosa? Siamo circondati da masse inconsapevoli, plagiate da questi poteri forti e, tranne poche eccezioni, incapaci di rendersi conto del potere che stanno esercitando sulle loro menti, schiavizzandole dolcemente?

Bisogna portare il massimo rispetto anche per chi coltiva questi sospetti, in parte comprensibili se si considerano le difficoltà, i limiti, le mancanze che le comunità scientifiche, politiche e imprenditoriali stanno evidenziando in questa epoca così complessa. È necessario provare a dialogare con tutti, poiché tutti siamo imbarcati assieme nell'affrontare questa burrasca. Ma per farlo servono argomentazioni articolate e sensate: plurali e sottintesi servono solo a creare polarizzazioni e contrapposizioni che non portano da nessuna parte. E serve l'umiltà di ammettere che anche nella nostra posizione ci siano dei difetti, la sincera disponibilità ad accogliere le motivazioni altrui, un'accoglienza reale.

Abbiamo dedicato questo numero dell'Almanacco della Scienza alla notte, pensando innanzitutto a quella dei ricercatori che si svolgerà il prossimo 27 novembre, la più importante manifestazione europea di divulgazione scientifica, costretta però quest'anno alla modalità digitale e remota. Come pure altre importanti iniziative di questo periodo, quali Futuro remoto (20-29 novembre), Time4child (fino al 22), National Geographic Science Festival (23-29 novembre). In tutte, il Consiglio nazionale delle ricerche è presente in modo significativo, tra l'altro con l'intervento del virologo Giovanni Maga, direttore dell'Istituto di genetica molecolare, sui temi di cui stiamo accennando.

Ma la notte… alla quale ci siamo ispirati ha molti significati che troverete declinati nel Focus monografico e nelle altre rubriche, tra cui proprio quello di oscuramento del buon senso, della ragionevolezza, della voglia di comprendere davvero come stiano le cose, rimettendo in discussione quello che ci sembra certo. Non è facile coniugare l'idea che esista qualcosa di vero, di reale, con questo esercizio costante del dubbio. Non è facile convincere della buona volontà e della autorevolezza della ricerca scientifica e insieme dichiararne la fallibilità, l'inevitabile provvisorietà. Accettare che non esistano assoluti, nemmeno quello dell'evidenza, altrimenti il Sole girerebbe attorno alla Terra, e non viceversa. Con questa complessità dobbiamo farci i conti: lo richiedono la pandemia e l'infodemia che stiamo attraversando quest'anno, la natura dell'universo in cui viviamo e soprattutto quella dell'essere umano.

Marco Ferrazzoli