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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 5 - 11 mar 2020
ISSN 2037-4801

Focus - Infodemia Covid-19  

Salute

Il variegato mondo dei microrganismi

Il mondo dei microrganismi - virus, batteri, microbi, germi - è vasto e antichissimo, convive con la nostra specie, con quella animale e quella vegetale e causando diversi tipi di danni. “Quando nella seconda metà dell'Ottocento la microbiologia venne riconosciuta come disciplina scientifica, il termine microbi cominciò a essere usato per identificare tutte le forme viventi di dimensioni microscopiche non visibili a occhio nudo che possono appartenere alle famiglie dei virus, dei batteri, dei funghi microscopici o dei protozoi (in ordine crescente di dimensioni) e che sono in grado di causare infezione in tutte le specie animali perché dotati di potere patogeno”, spiega Antonio Mastino, già direttore dell'Istituto di farmacologia traslazionale (Ift) del Cnr e docente di Microbiologia all'Università di Messina. “Germi è invece un termine più arcaico, seppure ancora utilizzato, che in medicina designava genericamente agenti trasmissibili, anche non ben identificati, in grado di causare infezioni e scatenare episodi infettivi a carattere epidemico”.

I termini forse più diffusi sono virus e batteri, con i quali indichiamo microrganismi specifici. “I virus sono quei microrganismi più piccoli caratterizzati dall'incapacità di replicarsi autonomamente e dal bisogno di infettare una cellula ospite, penetrando al suo interno, per completare il ciclo replicativo”, continua il ricercatore. “Si dividono in due grandi gruppi, virus a Rna e virus a Dna, a seconda dell'acido nucleico che compone il loro genoma: i virus a Rna sono gli unici organismi il cui patrimonio genetico è contenuto nell'acido nucleico. Tutti gli altri viventi, compresi batteri e vegetali, possono subire infezione da parte dei virus. Non sempre la loro infezione determina una malattia, ma diversi virus sono patogeni e in grado di causare malattie molto gravi e potenzialmente letali. I batteri, invece, sono microrganismi più grandi dei virus, a organizzazione unicellulare e solitamente in grado di replicarsi autonomamente. Sono ricoperti da una struttura parietale che le cellule degli altri organismi non possiedono; il loro genoma forma un nucleo cellulare più semplice di quello degli altri viventi e per questo sono definiti procarioti e distinti dagli eucarioti. L'ambiente terrestre è ricchissimo di batteri che, anche in condizioni estreme, svolgono funzioni primarie per il mantenimento dell'equilibrio ecologico. Alcuni di essi si sono adattati, nel corso dell'evoluzione, all'ambiente costituito da viventi animali, in particolare all'uomo, contribuendo al suo stato di salute; altri, una volta causata l'infezione, sono patogeni e provocano malattie”.

È comunque possibile difendersi dai virus e dai batteri patogeni. “Grazie a specifici vaccini, siamo in grado di contrastare infezioni causate da diversi virus patogeni”, prosegue Mastino. “Per alcuni virus patogeni sono stati poi sviluppati farmaci antivirali ad azione specifica. La maggior parte degli individui colpiti da infezioni batteriche poi può essere trattata efficacemente con i farmaci antibiotici, nonostante sia in aumento la diffusione di varianti di batteri patogeni in grado di resistere alla terapia antibiotica”.

I virus e i batteri patogeni si trasmettono tra gli individui in modo diretto ad esempio attraverso la via respiratoria, la via oro-fecale, la via sessuale, la via parenterale o in modo indiretto per contatto con oggetti, superfici, indumenti in cui persistono microrganismi patogeni o punture di insetti vettori. A seconda del tipo di trasmissione vanno messe in atto specifiche misure capaci di contenere o risolvere l'infezione. Ma esistono norme igieniche e sanitarie che valgono sempre e risultano efficaci, sono regole che possono apparire banali allo sguardo contemporaneo ma che quando cominciarono a essere adottate cambiarono il corso della storia della medicina: pensiamo ai miglioramenti che si ebbero grazie a Joseph Lister che introdusse l'acido carbolico per sterilizzare gli strumenti chirurgici o al contributo decisivo di Ignác Fülöp Semmelweis nella prevenzione della febbre puerperale, quando comprese che la malattia veniva trasferita da un corpo all'altro a seguito del contatto che i medici e gli studenti presenti in reparto avevano prima con le donne decedute (su cui praticavano autopsia) e subito dopo con le partorienti che andavano a visitare in corsia. “Norme quali lavarsi accuratamente le mani o non esporsi a colpi di tosse di persone potenzialmente infette, così come sterilizzare le superfici pubbliche e ospedaliere e prestare molta attenzione ai contatti di tipo sessuale con sconosciuti sono sempre valide”, conclude l'esperto.

A conferma della validità delle norme igieniche nel contrasto ai virus è utile ricordare come l'Ebola, diffusa in aree povere e sottosviluppate dell'Africa, non sia stata ancora debellata anche a causa, nella zona, di pratiche funerarie caratterizzate da standard igienici scarsi. Ma la norma vale anche per il mondo vegetale, dove la Xylella, che sta attaccando in maniera massiccia gli ulivi pugliesi, può essere contrastata anche con pratiche di igiene appropriate.

Manuela Discenza

Fonte: Antonio Mastino, Istituto di farmacologia traslazionale , email antonio.mastino@ift.cnr.it -