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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 3 - 12 feb 2020
ISSN 2037-4801

Focus - Fare il bene - fare bene  

Salute

Empatia: è sempre un bene?

Il celebre dilemma etico della locomotiva, proposto per la prima volta da Philippa Foot nel 1967, gioca sulla contrapposizione tra utilitarismo ed empatia: siete a bordo di un treno in piena corsa e a un tratto vi accorgete che sui binari di fronte a voi sono legate cinque persone. Non c'è alcuna possibilità di fermarsi, ma potete azionare una leva e deviare la corsa del treno, condannando a morte certa una singola persona incatenata a questo secondo percorso. Che fare? Al freddo occhio matematico di un computer questa scelta sarebbe facilissima, eppure molte persone si rifiuterebbero di causare una morte, pur potendo salvare altre cinque vite. Secondo Paul Bloom, psicologo all'università di Yale, del cui libro "Contro l'empatia" abbiamo parlato nell'Almanacco, in alcuni casi l'empatia potrebbe frenare interventi di vasto respiro, guidati da una più ragionevole logica costi-benefici. In altri termini, nonostante la compassione per le sfortune altrui sia uno dei sentimenti che più ci rende umani, se si vuole fare del bene non bisogna mai perdere di vista il quadro generale. Scegliere sull'onda dell'empatia, continua Bloom, non è sinonimo di scegliere il “bene”.

Ma da dove nasce allora questo impulso che ci porta a compiere scelte che potrebbero essere razionalmente poco funzionali? Gli osservatori del Max Planck Institute hanno rilevato che è possibile che esista un istinto all'altruismo. L'uomo sarebbe portato naturalmente ad anteporre il bene degli altri al proprio. Il voler fare del bene, nel momento in cui si percepisce l'altro in difficoltà o in una situazione più svantaggiata della nostra, è collegato dalla neuroscienza all'empatia e alla sua base cerebrale: i cosiddetti neuroni specchio. Il padre dei neuroni specchio, Giacomo Rizzolatti, responsabile dell'Unità di ricerca di Parma dell'Istituto di neuroscienze (In) del Cnr, definisce questa scoperta “il meccanismo specchio, un meccanismo cerebrale di base che trasforma le rappresentazioni sensoriali del comportamento altrui in proprie rappresentazioni motorie o visceromotorie relative a quel comportamento”.

Il neuroscienziato spiega in maniera semplice la sua ricerca: “I neuroni specchio sono una specifica classe di neuroni che si attivano sia quando gli individui compiono un determinato atto motorio sia quando gli individui osservano un'altra persona compiere un atto motorio con un obiettivo simile”. Ma qual è il legame tra l'azione e l'emozione, un binomio che potrebbe sembrare scontato ma che cela una ragione scientifica? “Il meccanismo specchio opera nel campo dell'emozione e gioca una parte importante nell'elaborazione e nella comprensione delle emozioni degli altri. Uno studio di risonanza magnetica (fMRI) ha mostrato che il disgusto determinato dalla somministrazione di sostanze odoranti disgustose attivava le stesse aree nell'insula che venivano attivate dalla vista di espressioni facciali disgustate. Il principale nodo corticale per il disgusto sia nelle scimmie che nell'uomo si trova quindi nella parte anteriore dell'insula (AI), la quale è collegata con varie aree corticali e invia connessioni discendenti a strutture emotive centrali come l'ipotalamo”.

L'esistenza di un possibile terreno neuronale comune per esperire e osservare le emozioni è stata ipotizzata anche per emozioni diverse dal disgusto, come la paura o il piacere. Secondo quanto sostiene Rizzolatti, l'empatia, dunque, non nasce come un sentimento “buono” in sé, ma come strumento utile alla nostra sopravvivenza, collegato alle nostre più intime funzioni neurocerebrali. Se vogliamo essere accettati dalla comunità di cui siamo parte, abbiamo bisogno di distinguere i comportamenti socialmente accettati da quelli ritenuti dannosi, che ci emarginerebbero. La peculiarità dell'uomo risiede nella sua capacità di rendere un sentimento nobile e disinteressato ciò che nasce come istinto animale. Tuttavia non bisogna dimenticare che "empatico" non è necessariamente sinonimo di "giusto" e, solo distaccandoci dalle nostre emozioni e valutando il quadro generale, possiamo compiere scelte veramente libere, consapevoli e morali.

Per saperne di più: "Critica della ragione empatica" (Il Mulino) di Anna Donise

Francesca Carboni

Fonte: Giacomo Rizzolatti, Istituto di neuroscienze , email giacomo.rizzolatti@unipr.it -