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CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 2 - 29 gen 2020
ISSN 2037-4801

Focus - Sanremo: fallimenti di successo  

Socio-economico

Donne impegnate contro la violenza

È il 1985 quando Zucchero presenta a Sanremo la sua celebre “Donne”, il pezzo arriva solo ventunesimo, ma il pubblico lo premia con un gradimento altissimo. Zucchero nel suo brano descrive ed elogia le donne sotto molti aspetti, un omaggio al femminile sincero ma ingenuo, che parla per esempio di “donne in cerca di guai”. In realtà la violenza che imperversa nella società e nelle cronache è un problema maschile. Su questo enorme problema, in supporto al  Piano strategico nazionale sulla violenza maschile sulle donne 2017-2020, sono nati il progetto e l'omonimo sito “Viva.cnr.it”, che monitora, valuta e analizza gli interventi di prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne. L'iniziativa è frutto della collaborazione tra il Dipartimento per le Pari opportunità (Dpo) della Presidenza del Consiglio dei ministri e l'Istituto di ricerche sulla popolazione le politiche sociali (Irpps) del Consiglio nazionale delle ricerche.

Le attività di ricerca si sviluppano in due ambiti, ognuno dei quali è organizzato in tre working packages che affrontano diversi aspetti del sistema di supporto alle donne vittime di violenza in Italia. Il primo ambito fa riferimento alla rilevazione delle strutture territoriali specialistiche e generali, strumento di monitoraggio del sistema di assistenza e analisi della funzionalità operativa del sistema a livello territoriale. Il secondo blocco prevede un contributo all'attuazione del Piano strategico nazionale, la valutazione delle realizzazioni e dei risultati degli interventi relativi al Piano di azione straordinario 2015-2017 e la valutazione, ex ante e in itinere, del Piano 2017-2020. Viva, poi, si occupa di analizzare i programmi di trattamento degli autori di violenza, oltre che ad esaminare le prestazioni dei centri specializzati in termini di prevenzione, accoglienza, recupero e reinserimento.

Il 27 novembre 2019 si è svolta a Roma la giornata di presentazione del sito Viva.cnr.it, che ha visto i ricercatori e le istituzioni coinvolte fare il punto della situazione sul progetto e sulla situazione italiana in merito. “Il progetto Viva dalla sua partenza nell'aprile 2018 a oggi ha ottenuto importanti risultati”, spiega Maura Misiti del Cnr-Irpps. “Tra le evidenze più rilevanti vi sono le mappature dei centri antiviolenza, delle strutture di accoglienza e dei programmi per gli autori di violenza”, effettuate tramite indagini ad hoc, in collaborazione con Istat e Università di Milano Bicocca. Il loro numero nel 2017 era pari a 1,3 ogni centomila donne, che risultano presenti in numero maggiore nelle regioni del Mezzogiorno, mentre quelli con sede nei comuni capoluogo sono più frequentati. Dal punto di vista dell'accessibilità, è stato rilevato che la maggioranza dei centri rimane aperto più di cinque giorni a settimana e la reperibilità h24 è stata registrata prevalentemente nel Sud Italia.

“A queste rilevazioni si affianca il lavoro di ricostruzione della presenza di reti territoriali anti violenza e di strumenti che regolano il loro lavoro”, prosegue la ricercatrice del Cnr-Irpps. Questa parte della ricerca basata su evidenze quantitative, “potrebbe contribuire alla formulazione di politiche opportune, dal momento che un elemento positivo del progetto è la sinergia creatasi nel sistema di aiuto: circa l'89% dei centri antiviolenza aderisce al numero di pubblica utilità 1522. Si registra poi una discreta diffusione dell'approccio di rete come metodologia di lavoro, visto che alle Reti territoriali antiviolenza aderiscono 261 centri”.

Ma il progetto sta facendo anche altro. “Parallelamente è in corso un'analisi volta a identificare e sistematizzare la classi di servizio offerte e le migliori pratiche presenti nei Paesi europei, attività che confluirà in un rapporto volto a far emergere punti di forza e di debolezza del sistema nel suo complesso e il risultato verso cui dovrebbe tendere l'intero sistema di prevenzione, accoglienza, recupero e reinserimento delle donne vittime di violenza nel suo insieme”, conclude Misiti.

Dalle rilevazioni Istat e Cnr è risultato che quasi 50.000 donne hanno contattato almeno una volta un centro antiviolenza e che circa 32.000 sono impegnate in un percorso di uscita dalla violenza, prese in carico dai centri.

Francesca Carboni

Fonte: Maura Misiti, Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali, Roma, tel. 06/492724250 , email maura.misiti@irpps.cnr.it -