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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 12 - 4 dic 2019
ISSN 2037-4801

Focus - Fotografia  

Cultura

Il Cnr: diplomazia e ricerca scientifica nel Mediterraneo

Nella semplicità del nome sta l'importanza del ruolo che ricopre da sempre: Mar Mediterraneo. Una regione “in mezzo alle terre”, la definiva Giulio Cesare. Un “continente liquido”, per citare lo storico francese Fernand Braudel. Un mare tra le terre, un continente fra tre continenti, che delinea un paesaggio unico, fatto di acqua, di territori e di popoli. Il Consiglio nazionale delle ricerche, con il suo patrimonio di conoscenze e competenze multidisciplinari, opera in quest'area indagando i fenomeni e i processi, e ricercando soluzioni. Lo fa in sinergia con altri enti di ricerca e università, istituzioni e imprese, nazionali e internazionali, sia con i progetti di ricerca scientifica, sia con la sua attività di science diplomacy, su temi strategici quali il patrimonio culturale, la tutela dell'ambiente, il corretto sfruttamento delle risorse, gli equilibri sociali.

Temi e attività che verranno raccolti in un volume di prossima pubblicazione, ricco di immagini affascinanti, che nel testo assumono un rilievo protagonistico, realizzato grazie al contributo di Istituti, Dipartimenti e colleghi dell'Ente e pubblicato da Cnr Edizioni. Un volume fortemente voluto dal presidente Massimo Inguscio, che raccoglie le attività diplomatiche e scientifiche condotte del Cnr negli ultimi anni.

“Il Mediterraneo diversità: è esso stesso formato da tanti mari, cui corrispondono altrettante sponde, che a loro volta accolgono una molteplicità di lingue, tradizioni, ambienti, culture, fedi: una concentrazione unica al mondo. E poi connette, attraverso il presente, il futuro e un passato attestato da un patrimonio plurimillenario inestimabile”, osserva Inguscio. “A tante e tali differenze corrispondono, certo, anche problematiche che hanno segnato i rapporti tra i popoli che su questo mare si affacciano e che lo navigano. Anzi, con il passare dei secoli, più i confini mediterranei si sono virtualmente avvicinati, più gli spostamenti sono diventati facili e frequenti, più complesse si sono fatte le situazioni e più complicate le soluzioni da adottare. Pensiamo ai cambiamenti climatici e al dissesto ambientale, allo sfruttamento intensivo del territorio e all'urbanizzazione, alla crisi idrica e alla scarsità di risorse, alla perdita della biodiversità e ai contrasti politico-sociali, alle pressioni demografiche e ai movimenti migratori, alla bassa scolarità e ai divari socio-economici. Tutti fattori che negli ultimi decenni, nell'area, hanno conosciuto una accelerazione esponenziale”.

Per citare i dati di alcuni studi del Cnr, nei paesi del Nord Africa il 90% degli abitanti vive in meno del 10% della superficie disponibile e quasi il 40% della popolazione (oltre 110 milioni di individui) vive entro 50km dalla costa, con enormi implicazioni in termini di urbanizzazione e vulnerabilità ai possibili impatti del cambiamento climatico. “La ricerca è un fattore chiave per informare le persone e per aiutare i decisori politici ad adottare le strategie finalizzate a uno sviluppo sostenibile ed equo dell'area del Mediterraneo”, prosegue il presidente Cnr, “e poiché quello sul Mediterraneo è un investimento che riguarda soprattutto i giovani, stiamo per varare un progetto di dottorato di ricerca proprio sulla Blu Economy”.

Citando di nuovo Braudel, il patrimonio culturale del Mediterraneo è come “una serie di civiltà accatastate le une sulle altre”, la cui attività di indagine è per questo affascinante e complessa. “In un mare eterogeneo, su cui si affacciano 22 Paesi, solo la scienza, la ricerca, la cultura, in quanto modello basato sulla sinergia, sull'internazionalizzazione, sulla condivisione, possono porre le basi della diplomazia politica. Il vantaggio di farlo in un ente multidisciplinare come il Cnr è evidente, per questo perseguiamo lo scopo di una crescita del Mediterraneo che salvaguardi l'ambiente, che unisca la comunità umana, che sviluppi beni e servizi”.

U. S.

Fonte: Manuela Faella, Presidenza Cnr, tel. 06/49932628 , email manuela.faella@cnr.it -