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CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 9 - 4 set 2019
ISSN 2037-4801

Focus - Oggetti smarriti (e ritrovati)  

Cultura

Il libro al tempo del digitale

Nell'epoca delle comunicazioni digitali, il libro cartaceo si conferma un supporto di lettura insostituibile, a prescindere da genere, anagrafe ed estrazione sociale dei lettori. Il problema semmai è la non lettura, indipendentemente dal supporto. L'Istat già nel report "La lettura in Italia" del 2016 evidenziava "l'esigenza di intervenire in modo mirato sull'ampia fascia di non lettori". A sua volta il "Rapporto sullo stato dell'editoria in Italia 2018" realizzato dall'Ufficio studi dell'Associazione italiana editori (Aie) ha registrato un costante ma lieve incremento dell'utilizzo dei supporti digitali, tale comunque da non costituire un fattore di rischio per la lettura tradizionale. I numeri dicono che l'81,62% degli italiani legge attraverso i libri cartacei, il 25% ha letto un e-book e l'8% ha ascoltato un audiolibro. Per quel che concerne il digitale, l'e-reader rimane il dispositivo più utilizzato (33%), seguito da tablet (26%), smartphone (26%) e computer (15%). L'e-reader è diffuso maggiormente tra le donne (37% vs 30% uomini), così come il tablet (30% vs 23%).

Il Rapporto Aie attesta inoltre l'incremento del numero di case editrici attive: quasi 5.000 quelle che hanno pubblicato almeno un titolo nel corso dell'anno (+0,5% rispetto al 2016). Nel 2017 sono stati pubblicati 72.059 titoli cartacei, +9,2% rispetto al 2016, mentre è sceso il numero il numero di e-book (-15,9% nel 2017): di questi soltanto 6.419 (13,7%) sono pubblicati da case editrici. Il digitale non è comunque solo e-book e nel suo complesso (inclusi servizi web e banche dati) rappresenta nel 2017 il 16,3% del mercato totale contro il 12,6% nel 2016.

Il rapido processo di innovazione comunicativa dell'ultimo ventennio, con le sue nuove forme di produzione e trasmissione dei messaggi, è un cambiamento epocale, ma proprio per questo è opportuno osservarlo in un'ottica diacronica ampia e con un approccio multidisciplinare, come ha fatto Francesco Antinucci nel libro "Parola e immagine. Storia di due tecnologie" (Laterza). L'ex direttore dell'Istituto di scienze e tecnologie  della cognizione del Cnr analizza l'evoluzione della comunicazione nel corso dei secoli attraverso la combinazione di narrativa e saggistica, scandendo le tappe più significative della storia della scrittura e dell'immagine, destinate a perdere l'aura tanto cara a Benjamin nel momento in cui la riproducibilità tecnica delle informazioni ha reso non più indispensabile la comunicazione in presenza: “la comunicazione può avvenire in assenza dell'interlocutore e in assenza di condivisione visiva; si possono condividere visivamente cose senza essere presenti e senza poter comunicare; e così via". Altro volume che aiuta a comprendere gli effetti della nostra civiltà digitale sugli usi e consumi del linguaggio è il saggio "Elogio della ribellione" (il Mulino) di Lamberto Maffei, già presidente dell'Accademia nazionale dei Lincei, professore emerito di Neurobiologia alla Scuola Normale di Pisa e già direttore dell'Istituto di neuroscienze del Cnr. Maffei stigmatizza il linguaggio "astruso e difficile, privo di razionalità comunicativa", forgiato dalla rete, puntando l'indice contro le "trappole della parola" derivanti dalla rapidità delle nostre interazioni quotidiane”. Ampliando in qualche modo l'intuizione di McLuhan sulla tecnologia come estensione corporea, Maffei considera la rete "una protesi efficiente che cerca di sostituire il cervello dell'individuo".

Che attenzione e concentrazione, componenti fondamentali della riflessione e maturità critica, rimangano agevolate più dal cartaceo che dal digitale lo rilevano anche Fabio D'Andrea e Andrea Lombardinilo nel volume "Il libro tra carta e pixel” (Gechi edizioni), in cui si sottolinea come “cartaceo ed ebook non hanno la stessa efficacia. Una cosa è “inciampare” in un libro, esserne sollecitati da una parola del titolo o dalla copertina o da un segnalibro che spunta dalle pagine, altra dover accendere un computer o un tablet o un altro supporto, cercare il libro stesso e iniziare a leggerlo: la disponibilità spaziale, oggettuale è uno stimolo insostituibile alla curiosità, è un invito”.

Mirna Moro

Fonte: Francesco Antinucci, Istituto di scienze e tecnologie della cognizione, Roma - Lamberto Maffei, Istituto di neuroscienze, Pisa -