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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 9 - 4 set 2019
ISSN 2037-4801

Focus - Oggetti smarriti (e ritrovati)  

Ambiente

Mappe, sono sempre un tesoro

La loro invenzione, assieme a quella della bussola, è stata determinante per accompagnare l'uomo nei suoi viaggi. In epoca digitale però sono pochi quelli che, in viaggio o semplicemente cercando una strada nella propria città, si affidano alle vecchie cartine geo-topografiche, ormai viste come un oggetto d'antan, buone solo per i collezionisti. Immutata è però la suggestione delle antiche carte, con i loro dettagli particolareggiati, quella che si respira in tanti romanzi d'avventura, a cominciare dall'"Isola del tesoro". Chi di noi non ha sperato da bambino di incappare in una mappa del genere?

Carte e mappe, soprattutto quelle antiche, hanno una notevole carica estetica: sembrano quadri astratti, con i colori che si rincorrono e i simboli che svelano luoghi, monumenti, curiosità. Google Maps di artistico ha ben poco ma è frequentatissimo. E poi ci sono Google Earth, con la sua vista satellitare, usata persino nelle controversie sui conflitti territoriali, e Google Street View, che fa vedere le strade come mai prima d'ora, anche se per motivi di privacy e geopolitici qua e là si trova qualche “buco”.

Tutti assieme, questi strumenti sembrano quasi seguire la “Mappa dell'impero” di cui scriveva Jorge Luis Borges in “Del rigore della scienza”. Un racconto in cui si immagina una mappa in scala 1:1, smisurata, che occupava tutta una città. All'imperatore del titolo, però, questo ancora non bastava e i suoi tecnici allora svilupparono una cartografia coincidente con gli interi confini dell'impero stesso. Ma poi arrivarono le generazioni seguenti e questo progetto gigantesco fu abbandonato. Sorge spontanea la domanda: con Google Maps, abbiamo realizzato la dettagliatissima e universale mappa dell'imperatore?

Fuga il dubbio Paolo Plini dell'Istituto sull'inquinamento atmosferico (Iia) del Consiglio nazionale delle ricerche: “Non è così: anche in Google Maps, oltre una certa scala non ci sono più dettagli riconoscibili. E se parliamo di avventura, il mondo è ancora pieno di luoghi poco o per nulla esplorati e quindi non rappresentati”. La tecnologia non ha realizzato l'utopia borgesiana ma neppure ucciso la mappa nella versione cartacea: “Credo che il suo fascino non si sia perso”, prosegue Plini. “Rispetto al passato, il bello delle attuali mappe è che ognuno di noi può avere la sua, visto che ce ne sono di ogni tipo e di tutte le scale, dove il livello di dettagli cambia drasticamente e i punti di interesse sono legati alle varie tipologie di utenti. Sono cambiati i metodi per realizzarlo, ma questo strumento rimane indispensabile, oggi come ieri".

La rete e la connettività digitale rendono dunque del tutto possibile una nuova dimensione cartografica, con la realizzazione di mappe personalizzabili e personalizzate ottenute con l'analisi dei miliardi di dati che ciascuno di noi genera ogni momento e che evidenziano gusti, esigenze, necessità. L'evoluzione probabile è la creazione di quelle che Carlo Ratti, direttore del Senseable City Lab presso il Massachusetts Institute of Thecnology, e Antoine Picon, professore di storia dell'architettura e della tecnologia all'Università di Harvard, autori di “Atlante della città sensibile” (Yale University Press 2020), hanno definito “mappe di mappe” in grado di aiutarci a navigare e interpretare lo spazio in cui viviamo: insomma ulteriori strumenti per comprendere (anche) come migliorare la vita delle nostre città (e di noi stessi), rendendole più smart.

A proposito delle moderne tecnologie, tutti usiamo il navigatore, che ha lo scopo primario di indicare non dove si è, ma dove si va. Conclude Plini: “La carta costringe chi ne fa uso a contestualizzare la propria posizione sul territorio, solo dopo la si può utilizzare per raggiungere una destinazione. Una differenza essenziale".

Mappe e bussole ebbero un ruolo fondamentale ancora nella Guerra '15-'18: Plini è referente proprio di un progetto per la georeferenziazione dei luoghi collegati alle operazioni del Regio esercito italiano nella Grande guerra sul fronte italiano: tramite un webGis gli utenti possono accedere direttamente al database di luoghi visualizzandone la posizione. E sono pubblici anche gli atti del convegno “Il Cnr e il centenario della Prima guerra mondiale”, Roma 2 ottobre 2018: (http://luoghigrandeguerra.iia.cnr.it/wpcontent/uploads/2019/01/proceedings_2ott2018.pdf.Tecnologie come i Gis (Sistemi informativi geografici) consentono di gestire dati relativi al territorio attribuendo a essi univoche coordinate e hanno molteplici applicazioni, dalla pianificazione territoriale alla conservazione della natura, fino alla rilettura in chiave geografica di dati storici.

Cinzia D'Agostino

Fonte: Paolo Plini, Istituto sull'inquinamento atmosferico del Cnr , email paolo.plini@cnr.it -