Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 8 - 7 ago 2019
ISSN 2037-4801

Focus - Scienza e narrativa  

Cultura

Houllebecq: oltre la fantascienza

Tra gli scrittori di maggior successo di pubblico e critica, Michel Houllebecq ha saputo raccontare nei suoi romanzi alcuni temi cruciali della scienza. Basti citare “Le particelle elementari” (1998), in cui uno dei protagonisti è un brillante biologo molecolare, destinato a cambiare la storia dell'umanità grazie alle sue ricerche sulla possibilità di modificare il Dna umano. Oppure il successivo “La possibilità di un'isola” (2005), in cui si narra in parallelo la vita di due personaggi, Daniel e Daniel24, che possiedono lo stesso patrimonio genetico ma vivono in due epoche molto distanti: il primo è un nostro contemporaneo, il secondo è un suo discendente in un futuro remoto, creato grazie ad avanzate tecnologie che consentono la clonazione umana. E, nell'ultimo libro, la “Serotonina” del titolo si riferisce al cosiddetto ormone del buonumore di cui il protagonista, per tirare avanti in un'esistenza tutt'altro che soddisfacente, stimola la produzione assumendo in dosi massicce un farmaco immaginario.

Le più recenti scoperte scientifiche e le conseguenti teorie che in questi ultimi decenni stanno aprendo scenari spesso sconvolgenti sul futuro dell'umanità, sono i topoi dai quali Houellebecq si muove in un genere di romanzo quasi fantascientifico, utile a “stressare” la realtà dei personaggi e a coglierne cruciali questioni epistemologiche, ma anche sociali ed esistenziali.

“Più la scienza progredisce, più invade territori che si credevano di dominio esclusivo della fantascienza. Naturalmente parliamo di fantascienza plausibile futurista, non di fantascienza immaginaria", dice il fisico del Cnr e divulgatore scientifico Valerio Rossi Albertini. "Difficile stabilire rigorosamente il confine tra le due, ma una ipotesi di definizione potrebbe essere: fantascienza plausibile è quella che procede portando alle estreme conseguenze alcune teorie scientifiche esistenti, o nuove teorie non in contrasto con quelle accreditate da solide evidenze. Fantascienza immaginaria è quella che rigetta ogni vincolo di congruenza con ciò che noi attualmente consideriamo scienza. Il mantello dell'invisibilità di Harry Potter è fantascienza del primo tipo: non esiste un materiale che permetta di rendersi invisibili, ma non è incoerente supporre che in futuro verrà trovato. Un esempio di fantascienza immaginaria è Superman che sfreccia più veloce della luce: per quanto ci risulta, dopo aver accumulato un numero sterminato di prove dirette e indirette, questo non sarà mai possibile, perché contravviene a leggi fondamentali di Natura”.  

Ma Houllebecq - che è sostanzialmente uno scrittore esistenzialista con opinioni estreme e spesso controverse, sulle quali la stampa e opinione pubblica spesso dibattono animatamente - nei suoi romanzi va oltre l'aspetto puramente futuristico della scienza. Egli non nasconde, anzi espone palesemente e senza conformismi, molti dei dubbi etici di fronte ai quali sia lo scienziato sia l'uomo in generale vengono esposti senza la protezione delle certezze scientifiche, morali e religiose dei secoli scorsi, oggi sempre più precarie. In questo modo trasforma la figura dello scrittore in un necessario, a volte profetico, ancorché flebile e malandato, interprete del futuro.

“Recentemente due nuove evidenze sperimentali hanno scosso profondamente la nostra fiducia nella comprensione sostanziale dell'Universo. La constatazione che deve esserci una qualche forma di energia sconosciuta, battezzata oscura, che fa accelerare l'espansione dell'Universo e la considerazione che è probabile che ci sia un'altra materia oltre a quella ordinaria, non contemplata finora dalla teoria delle particelle elementari (anch'essa definita oscura), oltretutto preponderante rispetto alla materia ordinaria. Di fronte a questo, la convinzione di poter discriminare con certezza la fantascienza futurista rispetto a quella immaginaria vacilla. La discrezione dello scrittore si dilata e le licenze romanzesche diventano più ammissibili. Fino al punto che, a volte, gli scrittori di fantascienza del passato sono stati precursori di ciò che poi realmente accaduto, sebbene in forma diversa. Il Barone di Munchausen e i protagonisti di Verne hanno prefigurato una via che, in altre forme, è stata poi realmente percorsa. Ormai da cinquant'anni esatti”, conclude Rossi Albertini.

Edward Bartolucci

Fonte: Valerio Rossi Albertini, Istituto di struttura della materia, Roma, tel. 06/49934146,- 4176 , email valerio.rossi@artov.ism.cnr.it -