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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 7 - 3 lug 2019
ISSN 2037-4801

Focus - L'esplorazione spaziale  

Ambiente

C'è (stata) vita lassù?

L'annosa questione della vita su Marte è tornata alla ribalta con un articolo apparso sul New York Times, che racconta come il rover Curiosity della Nasa abbia rilevato sul Pianeta Rosso un'alta quantità di metano nell'aria, un gas che sulla Terra è solitamente prodotto da organismi viventi: la notizia è peraltro all'attenzione degli scienziati ma manca ancora una posizione ufficiale. Di recente, è stata anche pubblicata su 'Astrobiology and Space Science Reviews' una monografia intitolata 'Evidence of Life on Mars?'. Su Marte, 3.5 miliardi di anni fa, c'erano condizioni del tutto simili a quelle della Terra: densa atmosfera, laghi, mari e tutti gli elementi della vita, che sono durati per milioni e milioni di anni. “Quindi trovare tracce di vita sul pianeta appare tutt'altro che improbabile”, rileva uno degli autori, il geologo Vincenzo Rizzo, già ricercatore presso l'Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica (Irpi) del Consiglio nazionale delle ricerche di Cosenza.

Nell'articolo, sottolinea Nicola Cantasano, biologo dell'Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo (Isafom) del Cnr e anch'egli tra i coautori, “si esegue una dettagliata analisi di dati e immagini di materiale marziano fotografato dalla Nasa nel corso degli anni, che mostrano un'interessante analogia morfologica con alcuni sedimenti terrestri: alghe verdi, licheni, funghi e rocce simili alle stromatoliti, che sul nostro Pianeta sono testimoni delle prime forme di vita microbica”. Su queste ultime si sofferma in particolare il contributo di Giorgio Bianciardi del Dipartimento di biotecnologie mediche dell'Università di Siena, la cui valutazione delle analisi comparative di alcune immagini microstrutturali di sedimenti marziani è “che esse sono quasi identiche alle stromatoliti terrestri, costruite dai cianobatteri”.

Ma gli elementi morfologici di interesse sono anche altri, prosegue Cantasano: “Abbiamo studiato a fondo le strutture complesse di alcune sferette chiamate 'Blueberries' dagli esperti della Nasa: contengono ematite e quindi sembrerebbero riferibili anch'esse al mondo biogenico”. Naturalmente, precisa il biologo, “le somiglianze morfologiche non sono una prova della vita”.

“Secondo noi, un importante elemento è legato proprio alle fluttuazioni del metano marziano, composto che sulla Terra è di origine biologica nel 90% dei casi e correlato con la vita delle piante”, afferma Rizzo. “Poiché su Marte non vi sono evidenze geologiche in grado di far supporre una produzione di metano abiogenico, tale fenomeno è verosimilmente connesso con forme microbiche”.

Rizzo e Cantasano hanno già affrontato questo argomento in articoli pubblicati nel 2009 e nel 2016 sulla rivista International Journal of Astrobiology. Quest'ultimo lavoro è un compendio che intende “fornire una approfondita 'visione d'insieme' della problematica”, conclude Cantasano. Prima di pubblicare 'Evidence of Life on Mars?', la redazione di Astrobiology and Space Science Reviews ha sottoposto il lavoro a una revisione 'inter pares' di sei scienziati indipendenti e otto editori senior: tre lo hanno respinto e undici hanno acconsentito alla pubblicazione, chiarendo però, quale posizione ufficiale della Nasa, che “non ci sono evidenze e prove di vita su Marte”

Cinzia D'Agostino

Fonte: Nicola Cantasano , Istituto per i sistemi agricoli e forestali del mediterraneo, Roges di Rende, email nicola.cantasano@isafom.cnr.it

Fonte: Vincenzo Rizzo , Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo, email enzo45.rizzo@gmail.com