Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 5 - 8 mag 2019
ISSN 2037-4801

Focus - Leopardi e L'infinito  

Tecnologia

La linguistica computazionale salverà le opere leopardiane

Gli ultimi mesi sono stati un periodo di scoperta e riscoperta di numerosi aspetti dell'opera di Giacomo Leopardi grazie alle celebrazioni per i duecento anni dalla composizione de 'L'infinito' (Recanati, 1819). Un'occasione per conoscere meglio anche quali misteri, quali curiosità e quali problemi si celano dietro la scrittura di un intellettuale tanto prolifico. Del poeta di Recanati si è interessato anche l'Istituto di linguistica computazionale (Ilc) del Consiglio nazionale delle ricerche con due importanti iniziative “In occasione del secondo centenario dalla nascita del poeta, l'Istituto ha progettato e costruito un'edizione elettronica integrale di tutti i suoi scritti, dai puerili agli ultimi testi napoletani, inclusi tutte le redazioni dei Canti, l'epistolario con le lettere dei corrispondenti, le due crestomazie e il commento a Petrarca”, spiega Eva Sassolini del Cnr-Ilc “La trasposizione elettronica consente un accesso completo ai numerosissimi testi privati leopardiani, nelle cui pieghe si nascondono spesso gli spunti di pensiero, tematici e stilistici che avranno poi sviluppo nella produzione maggiore. Questo progetto ha portato alla pubblicazione, nel 2000, della prima edizione digitale integrale dell'opera di Leopardi, nel Cd-Rom 'Giacomo Leopardi, Tutte le opere', a cura di Lucio Felici e pubblicata da Lexis Editore)

A questo ha fatto seguito un altro lavoro incentrato sullo 'Zibaldone di pensieri'. “In questo caso, il nostro impegno si è concentrato sulla messa a punto e l'implementazione di un complesso sistema di annotazione dei testi. Trattandosi di un'opera autografa, è infatti corredata da note di vario tipo (nel testo e a margine; correzioni, cancellazioni e aggiunte, ecc.) che richiedevano una rappresentazione e un trattamento adeguati dal punto di vista computazionale”, prosegue la ricercatrice. “Con la Scuola Normale Superiore di Pisa abbiamo collaborato allo studio di un progetto di digital library per lo Zibaldone, corredata da una versione specializzata del sistema di analisi testuale, che offrisse agli utenti una visione globale dell'opera, rendendone possibile una consultazione a più livelli, oltre a garantire la conservazione della complessità dell'opera e a permetterne la navigazione e l'analisi. Solo parte di questo lavoro è stata pubblicata, l'edizione critica accompagnata dall'autografo delle immagini si è conclusa infatti con un progetto editoriale che non includeva però l'interrogazione avanzata delle annotazioni. La versione integrale degli archivi testuali e delle annotazioni prodotte nell'ambito dell'iniziativa sono comunque conservate in versione originale all'interno dell'Archivio storico testuale del Cnr-Ilc, costruito in tempi recenti con il fine di garantire la conservazione e la valorizzazione di importanti testimonianze del patrimonio culturale 'invisibile' italiano arginando così l'inevitabile obsolescenza tecnologica a cui sono soggetti gli archivi testuali digitali”.

Grazie a questi lavori e alle competenze maturate negli anni nel settore delle Digital Humanities, con particolare attenzione all'analisi di archivi di elevato valore storico, culturale e letterario, recentemente il Cnr-Ilc è stato coinvolto in proposte progettuali volte al recupero degli archivi digitali leopardiani e all'incremento della loro accessibilità in rete insieme al complesso apparato di annotazioni. Sembra, dunque che si stiano creando le premesse per una conservazione 'all'infinito' degli archivi digitali del poeta di Recanati.

Manuela Discenza

Fonte: Eva Sassolini, Istituto di linguistica computazionale, tel. 050/3152759 , email eva.sassolini@ilc.cnr.it -