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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 4 - 3 apr 2019
ISSN 2037-4801

Focus - Anniversario terremoto dell'Aquila  

Tecnologia

La 'lezione' del sisma aquilano per la protezione del patrimonio culturale

A un mese dal sisma dell'Aquila, l'Istituto per i beni archeologici e monumentali (Ibam) del Cnr di Tito Scalo (Pz) è intervenuto per la tracciabilità, la diagnostica e la valutazione del danno del patrimonio mobile e immobile, creando ad hoc un'unità operativa coordinata da Nicola Masini. Il Cnr-Ibam, agendo di concerto con l'Istituto per le tecnologie della costruzione (Itc) dell'Aquila, le Amministrazioni locali e il Comando dei vigili del fuoco delle unità di Pisa, Livorno e Firenze, ha creato un team multidisciplinare intervenuto nell'area dell'Altopiano delle Rocche e nella periferia meridionale del capoluogo abruzzese. Al lavoro ha preso parte anche l'Istituto centrale per il catalogo e la documentazione (Mibac-Iccd), prezioso per la fornitura di documentazione fotografica storica di riscontro per le architetture, gli affreschi e i cicli pittorici, fortemente danneggiati. “L'impatto di un evento sismico su luoghi a elevata concentrazione di patrimonio culturale mobile e immobile rende evidenti i limiti degli attuali strumenti di censimento e diagnostica, utilizzati soprattutto a rappresentare la varietà tipologica e dimensionale dei beni”, spiega Nicola Masini, responsabile dell'unità operativa del Cnr-Ibam. “La strategia di intervento all'Aquila è stata impostata per trovare efficaci soluzioni di diagnostica per la valutazione del danno e la prevenzione dei rischi, considerata la fragilità e il valore delle strutture architettoniche e degli artefatti da mettere in salvo”.

Grazie all'approccio interdisciplinare, sono state avviate proposte operative con ricadute a breve (tracciabilità), medio (diagnostica) e lungo termine (valutazione del danno al patrimonio monumentale). “Abbiamo sviluppato un sistema di tracciabilità dei beni artistici mobili, tra i più a rischio non solo a causa dei danni ma anche per la vulnerabilità allo smarrimento o al furto”, continua il ricercatore. “Abbiamo inoltre affinato la metodologia di valutazione del danno sismico sviluppata per il patrimonio costruito, estendendola ai beni archeologici, con l'elaborazione, assieme al Cnr-Itc, di una nuova scheda per recuperare il maggior numero di informazioni possibili sulla risposta delle tecniche costruttive storiche a secoli di attività sismica, in funzione anche della ricostruzione e del restauro”, aggiunge Stefano Del Lungo del Cnr-Ibam, archeologo dell'unità operativa.

Il terremoto aquilano ha messo in luce alcuni limiti della diagnostica per la caratterizzazione dei manufatti e la valutazione dello stato di conservazione in situazioni di emergenza. “Proprio a tal fine, il Cnr-Ibam ha dedicato un progetto, denominato Pro_Cult, allo sviluppo di sistemi a basso costo e alla realizzazione di tool user friendly e procedure di supporto all'interpretazione volti a rendere la diagnostica più efficace in scenari di emergenza", conclude Masini.

Pasquale Mignanelli

Fonte: Stefano Del Lungo, Istituto per i beni archeologici e monumentali, Tito Scalo , email s.dellungo@ibam.cnr.it - Nicola Masini, Istituto per i beni archeologici e monumentali, Tito Scalo, tel. 0971/427321 , email n.masini@ibam.cnr.it -