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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 4 - 3 apr 2019
ISSN 2037-4801

Focus - Anniversario terremoto dell'Aquila  

Tecnologia

Ridurre i rischi con la microzonazione sismica

Il terremoto del 6 aprile 2009 è stato il primo ad aver colpito in tempi recenti una città capoluogo, dopo gli eventi catastrofici di Reggio Calabria e Messina del 1908. Questa circostanza ha reso particolarmente complesse le attività svolte dalle Istituzioni per gestire l'emergenza e garantire la ripresa dei territori colpiti dall'evento sismico. Università ed enti di ricerca, con il Cnr in prima linea tra i centri di competenza, hanno avuto un ruolo cruciale nell'affiancare il Dipartimento della protezione civile nazionale durante la fase post-evento, in particolare nell'individuare aree geologicamente idonee alla collocazione degli alloggi temporanei e nell'avviare subito la fase di ricostruzione, per impedire lo spopolamento delle aree colpite.

Oltre al centro storico del capoluogo abruzzese, anche il resto del comune ha mostrato devastanti segni di distruzione, diffusi in modo difforme sul territorio: gli effetti provocati dallo scuotimento sismico alle costruzioni e alle infrastrutture, infatti, possono presentare differenze sostanziali in centri abitati vicini e addirittura nello stesso centro abitato poiché l'entità del danno è condizionata dalle caratteristiche del patrimonio edilizio (vulnerabilità), ma anche da una differente pericolosità sismica locale, per la presenza di fenomeni sia di amplificazione dello scuotimento legati alle caratteristiche geologiche e morfologiche locali, sia di deformazione permanente del terreno, quali frane e fagliazione superficiale.

Lo studio dei fenomeni locali di modificazione dello scuotimento al suolo è oggetto della microzonazione sismica, per mezzo della quale è possibile mappare e caratterizzare il territorio in zone omogenee in termini di risposta al terremoto. Ciò rende questa tecnica fondamentale per una corretta pianificazione territoriale e per un'adeguata ricostruzione post sisma. In Italia, gli studi di microzonazione sismica hanno avuto un forte sviluppo negli ultimi quarant'anni, anche se la loro importanza era emersa già in passato.

In Abruzzo, per la ricostruzione dei centri abitati dell'area aquilana, è stata realizzata una microzonazione sismica di livello 3, realizzata cioè attraverso analisi numeriche di risposta sismica locale, coinvolgendo circa 150 ricercatori e tecnici di 8 Enti di ricerca (Cnr, Ingv, Agi, Reluis, Ispra, Enea, Ogs, Gfz-Postdam), 10 Università (L'Aquila, Chieti-Pescara, Genova, Politecnico di Torino, Politecnico di Milano, Firenze, Basilicata, Roma1, Roma3, Siena), 4 Regioni (Abruzzo, Lazio, Emilia-Romagna, Toscana) e 1 Provincia autonoma (Trento). I Comuni interessati sono stati raggruppati in 12 macroaree, per ciascuna delle quali i diversi gruppi di lavoro hanno realizzato carte di sintesi, corredate da prospezioni geognostiche e geofisiche, prove di laboratorio, simulazioni numeriche. In particolare, gli Istituti di geologia ambientale e geoingegneria (Igag), metodologie per l'analisi ambientale (Imaa), per l'ambiente marino costiero (Iamc) e di ricerca per la protezione idrogeologica (Irpi) del Cnr, coordinati per le attività dal Dipartimento scienze del sistema terra e tecnologie per l'ambiente (Dta), sono stati impegnati nei gruppi di lavoro di 8 macroaree e, tra queste, hanno avuto la responsabilità degli studi realizzati nella macroarea di Onna.

L'esperienza maturata nel terremoto aquilano ha costituito uno snodo fondamentale per i successivi studi di microzonazione sismica in Italia. Nel solco del percorso intrapreso, il Cnr-Dta ha promosso la costituzione del Centro per la microzonazione sismica e le sue applicazioni (CentroMS), composto da 13 strutture tra propri Istituti, Enti di ricerca e Università, e coordinato dal Cnr-Igag. Il CentroMS ha fra i suoi obiettivi quello di fornire supporto scientifico e tecnico ai soggetti istituzionalmente interessati a questa tecnica e alle sue applicazioni, con particolare riferimento alla pianificazione e alla gestione delle problematiche geologiche, geotecniche e geofisiche connesse all'emergenza sismica.

La capacità di intervento del CentroMS è stata messa subito alla prova in occasione degli eventi sismici che hanno colpito il Centro Italia nel 2016 e 2017, per i quali ha fornito supporto al Dipartimento della protezione civile e poi al Commissario straordinario del Governo, coordinando gli studi di microzonazione realizzati nei 138 Comuni più colpiti dai terremoti.

Il CentroMS, individuato per decreto legge quale organismo di supporto alle azioni del Commissario straordinario, ha coordinato un progetto che, per numero di Comuni interessati e popolazione coinvolta (oltre 500.000 abitanti), è stato il più vasto e complesso studio di microzonazione sismica post-evento mai affrontato in Italia attraverso un'attività coordinata di Governo, Regioni, Enti locali, comunità scientifica e professionisti. Le attività combinate di ricercatori e professionisti hanno generato un effetto virtuoso di amplificazione delle conoscenze scientifiche e delle competenze tecniche, in un'ottica di prevenzione e di riduzione del rischio sismico, che proietterà i suoi benefici nella trasmissione dei risultati della ricerca alla società civile per molti anni a venire, secondo quanto previsto dalla Terza missione del Cnr.

Per saperne di più: https://filesender.garr.it/filesender/?vid=31419ae0-787e-ac09-3352-00000844a05f

Massimiliano Moscatelli

Fonte: Massimiliano Moscatelli, Istituto di geologia ambientale e geoingegneria, Roma, tel. 06/90672604 , email massimiliano.moscatelli@igag.cnr.it -