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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 4 - 3 apr 2019
ISSN 2037-4801

Focus - Anniversario terremoto dell'Aquila  

Socio-economico

Assicurazioni: come proteggersi dalle calamità naturali

È almeno un decennio che si discute animatamente, soprattutto nel Parlamento italiano, sulla necessità di intervenire sulla prevenzione e sulla tutela dei disastri causati dalle catastrofi naturali, in particolare dai terremoti. Agli studiosi ed esperti di risk management e assicurazioni, ma soprattutto ai ricercatori del Cnr, viene chiesto di suggerire le possibili modalità per governare i rischi catastrofali attraverso politiche di prevenzione e di protezione, oltre che di saper intercettare le opportunità offerte dai mercati assicurativi e finanziari di riferimento, mediante i suoi strumenti innovativi.

“L'analisi condotta nel progetto di ricerca 'Innovazione dei servizi assicurativi e il management dei rischi catastrofali', in seno all'Istituto di ricerca su innovazione e servizi per lo sviluppo (Iriss) del Cnr ha inteso proprio fornire risposte e soluzioni in merito al sempre più attuale argomento dei danni derivanti da eventi naturali/terremoti (le risultanze dello studio sono state oggetto di recente pubblicazione scientifica nella monografia 'Calamità naturali e coperture assicurative', presentato anche in Parlamento, ndr)”, spiega il responsabile del progetto, l'economista Antonio Coviello del Cnr-Iriss. “L'obiettivo è continuare a individuare adeguate e innovative coperture assicurative attraverso un sistema misto pubblico-privato, così come già hanno fatto i principali Paesi industrializzati”.

La finalità dello studio del Cnr-Iriss riguarda proprio l'analisi dell'impatto delle calamità naturali dal punto di vista rigorosamente geologico e i problemi che esse pongono, focalizzando l'attenzione sulle possibilità di un sistema assicurativo e riassicurativo per far fronte a questi eventi ed evitare così che essi ricadano in modo eccessivo e imprevedibile sulle finanze pubbliche. “L'analisi e il confronto delle banche dati disponibili evidenzia, purtroppo, che nel futuro le catastrofi, quali i terremoti, saranno sempre più frequenti e disastrose, in Italia e nel mondo. Il loro trend risulta in forte ascesa a partire dagli anni '60, soprattutto a seguito dell'aumento della concentrazione della popolazione in aree metropolitane o maggiormente vulnerabili e anche a causa dei cambiamenti climatici globali”, precisa il ricercatore.

Il sisma dell'Aquila del 2009, ad esempio, ha apportato danni notevoli al patrimonio storico-artistico, di cui era particolarmente ricca la città, a cui si aggiungono quelli di natura economica all'impianto produttivo aquilano, e non solo. Per danni e vittime il sisma risulta il quinto terremoto più distruttivo in Italia in epoca contemporanea dopo quelli di Messina (1908), Avezzano (1915), Friuli (1976) e Irpinia (1980).

Promuovere interventi di prevenzione più che di ricostruzione significa quindi adottare sistemi di difesa dalle calamità naturali in senso economico, oltre che fisico. Infine, il ricorso al sistema assicurativo come possibile soluzione è utile sia ai fini di risarcimento dei danni sia per liberare le risorse economiche pubbliche usualmente impiegate per la ricostruzione, per destinarle invece alle misure di prevenzione e di adattamento, in modo da prevenire o mitigare gli effetti devastanti delle calamità naturali sulle persone e sulle economie. “A tale scopo occorrerà far ricorso a modelli assicurativi già collaudati in altri Paesi, in grado di coprire le catastrofi naturali che colpiranno le popolazioni, specialmente nelle aree più densamente popolate del nostro territorio (c.d. CatNat)”, conclude Coviello. “L'Italia, pur essendo al pari (o più) di altri Paesi interessata al fenomeno, è più arretrata rispetto a stati ad analogo tasso di sviluppo nelle politiche di prevenzione e in quelle di risarcimento dei danni tramite adeguate politiche assicurative. Il mercato assicurativo rappresenta per la copertura dei rischi catastrofali un'opportunità per il Sistema Paese adoperabile in relazione non solo all'intrinseco valore ascrivibile al risarcimento dei danni, ma anche per il fine più ampio e solidaristico di liberare le risorse economiche pubbliche impiegate nei casi di ricostruzione”.

Mirna Moro

Fonte: Antonio Coviello, Istituto di ricerca su innovazione e servizi per lo sviluppo, tel. 081/2470942 , email a.coviello@iriss.cnr.it -