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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 3 - 6 mar 2019
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Marina Landolfi

Università ed Enti

Quando l'ambiente fa 'Sistema'

Individuare i Livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali (Lepta) per garantire una tutela ambientale omogenea su tutto il territorio nazionale, prendendo come esempio il modello sanitario. A questo punta il Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente (Snpa) che, a due anni dall'avvio, coglie l'occasione per presentare al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alle più alte cariche dello Stato le attività svolte e le sfide future nel corso della prima conferenza nazionale 'L'ambiente fa Sistema. Informazione, controlli e ricerca per il 2030', che si è tenuta il 27 e 28 febbraio a Roma.

Composto da una rete di 21 Agenzie regionali per l'ambiente e dalle Province autonome (Agenzia regionale per la protezione ambientale-Arpa/Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente-Appa), il sistema Snpa è coordinato, a livello nazionale, dall'Istituto superiore per la protezione dell'ambiente (Ispra). Un sistema che può contare su 10mila esperti ambientali e 200 sedi operative sul territorio italiano, al lavoro quotidianamente per la tutela dell'ambiente e dei cittadini. Solo nello scorso anno, nell'ambito delle attività di monitoraggio, controllo, ricerca e produzione di dati ambientali, sono state condotte ben 600mila analisi di laboratorio, 100mila tra ispezioni, verifiche e controlli sul campo e 74mila valutazioni su questioni ambientali.

La prima Conferenza nazionale Snpa è stata anche l'occasione per far conoscere al Paese la complessa macchina nazionale, istituita con la Legge 132/2016 e operativa dal 1 gennaio 2017, e approfondire le linee di lavoro del Sistema per i prossimi anni. Durante la manifestazione è stata illustrata la seconda edizione del Rapporto Ambiente-Snpa, il 'Rapporto di sistema sullo stato dell'ambiente', che offre un quadro aggiornato della situazione ambientale nel Paese, attraverso la presentazione delle attività svolte, degli obiettivi prefissati, delle sfide inderogabili e delle conseguenti priorità politiche. “Il Rapporto Snpa è un efficace mezzo di conoscenza delle condizioni ambientali in Italia, rivolto non solo ai decisori politici e istituzionali, ma anche agli scienziati, ai tecnici e ai cittadini;

uno strumento dal quale attingere sia informazioni, sia suggerimenti, per formulare una corretta analisi delle cause dei fenomeni descritti, legati soprattutto ai nostri modelli di sviluppo e stili di vita”, spiega Stefano Laporta, presidente Ispra e Snpa.

In particolare, il report evidenzia che il consumo di suolo in Italia continua a crescere, pur segnando un importante rallentamento negli ultimi anni, con una media intorno ai 14 ettari al giorno, pari a una perdita di suolo di due metri quadrati ogni secondo. Aumenta anche lo smog. Nel 2017 sono stati sforati in gran parte del territorio italiano i limiti giornalieri di Pm10 previsti, in particolare nelle regioni del bacino padano (Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna) e in Campania. A seguire, il Friuli (Pianura, Pordenone e Provincia), la Toscana (provincia di Lucca e di Pistoia), il Lazio (Valle del Sacco) e l'Umbria (Conca Ternana). In questi casi gli sforamenti sono per lo più limitati a specifiche aree, dove esistono localmente fonti emissive significative e condizioni meteorologiche che favoriscono l'accumulo degli inquinanti.

Cresce, di contro, la percentuale della raccolta differenziata, che nel 2017 supera la metà dei rifiuti, raggiungendo il 55,5% della produzione nazionale. Migliora la condizione delle acque dei fiumi: il 75% è in buono stato, come anche il 48% dei laghi e il 54,4% delle acque costiere. Bene anche i Distretti delle Alpi orientali, dell'Appennino Centrale e della Sardegna, con un numero di corpi idrici in buone condizioni, pari a circa l'80%.

Sono 620.808, invece, le frane censite negli ultimi 900 anni, che hanno interessato il 7,9% del territorio nazionale, un'area di circa 23.700 km². Le tipologie di movimento più frequenti sono gli scivolamenti rotazionali/traslativi (31,9%), i colamenti rapidi (14,9%), i colamenti lenti (12,7%), i movimenti di tipo complesso (9,5%) e le aree soggette a crolli/ribaltamenti diffusi (8,9%).

“Il sistema agenziale che abbiamo in Italia ha tre pilastri: rigore del dato scientifico, strutturazione dei controlli e indipendenza delle valutazioni. I controlli sono una garanzia importante per il cittadino, così come lo è la funzione di terzietà che hanno le agenzie che svolgono un ruolo importantissimo con la loro presenza capillare sul territorio", interviene in chiusura il ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Sergio Costa, sottolineando l'unicità in Europa e nel mondo del modello Snpa.

Silvia Mattoni