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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 3 - 6 mar 2019
ISSN 2037-4801

Focus - Tavola periodica  

Cultura

Elementare, Watson!

La letteratura e l'astronomia non sono certo il suo forte. Ma sulla medicina e la chimica non lo batte nessuno. Primo detective della letteratura ad applicare rigorosi metodi scientifici e deduzioni logiche, Sherlock Holmes, frutto della fantasia dello scrittore scozzese Arthur Conan Doyle, già nel primo racconto 'Uno studio in rosso' del 1887, sottolinea quanto sia importante la chimica per la medicina legale e per le indagini di polizia. E non è un caso se proprio qui, mentre il famoso detective sta perfezionando la reazione per il riconoscimento del sangue nel laboratorio di chimica tra alambicchi, distillatori e cartine al tornasole, incontra per la prima volta John Watson, che poi diverrà suo fidato assistente. La chimica diventa, così, lo strumento investigativo più importante per arrivare alla verità.

Ma chi è davvero Sherlock Holmes? “Per molti, un'icona della letteratura gialla”, afferma Antonio Trincone, primo ricercatore dell'Istituto di chimica biomolecolare (Icb) del Consiglio nazionale delle ricerche. “Per gli addetti ai lavori, invece, un grande chimico e profondo conoscitore dell'analisi organica. E a pensarla così è anche il suo assistente Watson”Sicuramente Sherlock Holmes deve tutto al suo creatore, Conan Doyle. Da lui ha avuto in dono le mirabili doti investigative e le profonde conoscenze medico-scientifiche, ispirate da uno dei pionieri della scienza forense per le investigazioni criminali, Joseph Bell. E molto probabilmente nasce anche da qui la curiosità di capire quanto il detective più famoso al mondo abbia utilizzato la chimica nei suoi difficili casi.

“Il primo a interessarsi di queste doti investigative, è R.P. Graham. In un suo resoconto pubblicato nel 1945 su Journal of Chemical Education della American Chemical Society, sostiene che nelle trame dei racconti di Conan Doyle vi siano molti richiami alla chimica, anche se a volte sottili e nascosti. E a quelle conclusioni, a quasi cinquant'anni di distanza, sono arrivati anche due professori del Dipartimento di chimica della University of Tennessee, a Chattanooga, Thomas Waddell e Tom Rybolt, che hanno persino scritto una serie di avvincenti racconti gialli, ambientati sempre nell'Inghilterra vittoriana, intitolati 'Le avventure chimiche di Sherlock Holmes', che ho tradotto in italiano”, aggiunge Trincone, che motiva così il suo lavoro: “La scelta di tradurre in italiano i quindici racconti, apparsi tra il 1989 e il 2004 nel Journal of Chemical Education, è prettamente didattica e divulgativa.  Alla fine di ogni racconto ho aggiunto un aiuto a Watson per suggerire approfondimenti utili agli studenti delle scuole superiori e spunti per l'applicazione della scienza nella risoluzione dei problemi: dai casi di avvelenamento, come il mistero natalizio che si consuma al 221B di Baker Street, alle frodi di natura alimentare, come quella avvenuta a spese del povero cane di un amico di Watson, fino alla correzione dei compiti di chimica di due studenti, che consentono di trovare la chiave della soluzione di un delitto in ambiente accademico”.

Holmes nel racconto de 'Il fantasma di Gordon Square' si serve anche della chimica organica per accusare il malfattore. “Il carburo di calcio, un composto solido bianco, è alla base del funzionamento di quella che si chiama la lampada a carburo. La reazione di questo composto solido con l'acqua può produrre acetilene, una classica reazione della chimica organica nella quale si incontrano per la prima volta i carbanioni (specie chimica che presenta una carica negativa su un atomo di carbonio)”, continua Trincone.

Ma la potenza di Holmes è soprattutto nell'analisi delle tracce biologiche con particolare riferimento al sangue, come riportato nel racconto 'Il velo di Spartaco' di Waddell e Rybolt, in cui Sherlock Holmes analizza le macchie sul cappotto di un pittore e sul velo di Spartaco, una falsa reliquia antiquaria di origine italiana. “Ho scoperto, grazie a questo lavoro di traduzione, uno Sherlock Holmes profondamente nuovo. Un personaggio dalla professionalità multidisciplinare: un diagnosta, ma allo stesso tempo anche un chimico, uno psicologo, un logico e un inventore. Non solo, ho potuto apprezzare l'universalità delle sue citazioni, come quella che apre il famoso racconto 'Uno scandalo in Boemia' di Conan Doyle: 'You see, but you do not observe. The distinction is clear' (Vedi, ma non osservi. La distinzione è chiara)”, conclude il ricercatore.

Silvia Mattoni

Fonte: Antonio Trincone, Istituto di chimica biomolecolare, Pozzuoli , tel. 081/8675095 , email antonio.trincone@icb.cnr.it -