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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 1 - 9 gen 2019
ISSN 2037-4801

Focus - Leonardo  

Cultura

Le difficoltà dell'invenzione al femminile

La figura di Leonardo da Vinci è riconosciuta per antonomasia come personificazione del concetto di 'inventore' e di 'genio assoluto', cioè dell'uomo in grado di segnare con la sua intelligenza e la sua inventiva vere e proprie svolte nella storia dell'umanità. E sottolineiamo 'uomo', perché questo ruolo nel corso dei secoli è stato attribuito quasi sempre a figure maschili: Archimede, Copernico, Cartesio, Galileo, Newton, Einstein, tra i più emblematici.

In effetti, scorrendo i libri di storia, appare con evidenza come il numero di donne che hanno contribuito con le proprie invenzioni allo sviluppo della tecnologia e al miglioramento della nostra vita quotidiana sia clamorosamente inferiore a quello degli uomini. Tra le più menzionate, Ada Lovelace (nella foto), considerata la madre dell'informatica moderna, Hedy Lamarr, attrice nota per il primo nudo del cinema, ma anche inventrice del sistema di controllo radio che oggi è alla base della tecnologia della comunicazione di telefoni cellulari e dei satelliti militari. Si prosegue con Alva Fischer, che costruì il primo prototipo di lavatrice elettrica, Maria Telkes ed Eleanor Raymond, ideatrici della prima casa completamente riscaldata dal sole.

Lo scorso dicembre si è tenuto a Roma un convegno che nel titolo poneva una domanda apparentemente provocatoria;'La scienza al femminile. Esiste un genio femminile nella scienza?', organizzato congiuntamente dal Consiglio nazionale delle ricerche e dalla Pastorale degli enti di ricerca Miur e ispirato alla lettera apostolica rivolta alle donne da Papa Giovanni Paolo II nel 1995. In quella lettera si riconosceva alle donne “l'indispensabile contributo all'elaborazione di una cultura capace di coniugare ragione e sentimento”.  

Ne è risultato che il genio femminile esiste eccome, anzi si è dovuto affinare più di quello maschile, visto quanto ha dovuto lottare per essere riconosciuto ed equiparato a quello dell'uomo. “La sorella di Shakespeare, ipotizzata da Virginia Wolf nel volume del 1929 'Una stanza tutta per sé', è stata a lungo sorella anche di Galileo, esclusa dal mondo non solo della scienza, ma anche dell'apprendimento”, osserva Sveva Avveduto, tra gli organizzatori del convegno e dirigente di ricerca dell'Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali (Irpps) del Cnr. “Ma oggi le donne nella scienza e nell'innovazione entrano sempre più e con sempre maggiore vigore ai livelli più alti dell'inventiva e dell'innovatività. Ora hanno la possibilità di esprimere la loro genialità, forse ancora non pienamente, ma certo più di quanto era consentito alle nostre madri! Per non parlare delle generazioni precedenti, quando il pregiudizio ascientifico sulla capacità delle donne nella scienza imperava”.

Le porte di accesso al mondo della conoscenza per il genio femminile quindi non sono ancora del tutto spalancate, ma si sta aprendo più di uno spiraglio. L'importanza del genio femminile non passa tanto e soltanto attraverso una questione di “quote rosa”, quanto nel riconoscere al genere femminile un diverso approccio, una peculiare visione dell'essere umano e della scienza, il contributo unico che le donne possono fornire alla ricerca e alla risoluzione dei problemi della scienza e, in generale, della vita. In questo, è stata significativa la presenza al convegno di Viviana Fafone, coprotagonista del progetto italiano 'Virgo' che nell'agosto 2017 ha rilevato e confermato l'esistenza delle onde gravitazionali, ipotizzata da Albert Einstein circa cento anni fa: un simbolico passaggio di testimone da un'intuizione di un grande genio 'maschile' della modernità che ha aperto nuovi e scenari futuri, che potranno essere immaginati e interpretati soltanto grazie anche al grande genio 'femminile', destinato a diventare universale, 'leonardesco'.

Edward Bartolucci

Fonte: Sveva Avveduto , Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali, Roma, tel. 06/492724300, email sveva.avveduto@cnr.it