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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 9 - 5 set 2018
ISSN 2037-4801

Focus - Ritorno  

Socio-economico

Con l'emigrazione aumenta l'export

Nel dibattito sul recente fenomeno dell'emigrazione si è molto discusso delle conseguenze negative del 'brain drain', definizione internazionale del fenomeno chiamato in Italia 'fuga dei cervelli', che sposta il capitale umano dei lavoratori in Paesi esteri, i quali ne traggono il beneficio. Ciò influisce sullo sviluppo del Paese di origine che, dopo aver investito in istruzione e formazione, perde il suo bagaglio di conoscenze. Alcuni studi riportati nell'edizione 2017 del 'Rapporto sulle economie del Mediterraneo' dell'Istituto di studi sulle società del Mediterraneo (Issm) del Cnr, mettono in luce però anche i ritorni economici positivi che l'emigrazione qualificata può restituire ai Paesi di origine dei lavoratori. Si ha quindi un 'brain gain' come effetto del 'brain drain'.

Nel capitolo dal titolo 'Qualità del commercio e skill dei migranti: il caso del Mediterraneo', curato da Giorgia Giovannetti, Mauro Lanati e Alessandra Venturini, si analizza l'effetto virtuoso che si crea tra flussi di individui e commercio di beni e l'impatto positivo sulla crescita dei Paesi in via di sviluppo. “Nell'area del Mediterraneo, le statistiche esistenti suggeriscono che il network dei migranti possa avere un effetto significativo sulle esportazioni dei Paesi del Sud del Mediterraneo verso l'Europa”. L'impatto sembra particolarmente rilevante per il commercio di prodotti di bassa qualità e scarso contenuto tecnologico: questo risultato è in linea con l'ipotesi, avanzata anche negli studi del 2016 da Giovannetti e Lanati, secondo cui i migranti “forniscono informazioni sul mercato di destinazione, come i canali di distribuzione, la tipologia di prodotto, le preferenze dei nativi ecc., che riducono i costi di transazione e facilitano il commercio internazionale”.

Mentre l'emigrazione di lavoratori poco qualificati favorisce la crescita di esportazioni a basso contenuto tecnologico, i migranti 'high skilled', cioè altamente qualificati, favoriscono l'esportazione di beni di alta qualità: “Questo perché presumibilmente gli immigrati stranieri qualificati hanno meno restrizioni legate al vincolo di bilancio e possono così permettersi beni di qualità relativamente più alta, e anche perché sono in grado di promuovere nel Paese di destinazione tra i cittadini nazionali beni e prodotti del Paese di origine di livello tecnologico superiore”.

Tra il 1995 e il 2010 il principale Paese di origine di emigrati in Ue tra gli stati del Mediterraneo è la Turchia, seguita da Marocco, Algeria e Tunisia. Di questi, il Marocco mostra il tasso di crescita di emigrazione maggiore nel periodo considerato.

La conclusione è quindi che “la migrazione in generale favorisce la crescita delle esportazioni del Paese di origine, e che la crescita della migrazione qualificata favorisce la crescita di prodotti a più alto contenuto tecnologico. Questo implica che, se da un lato l'emigrazione qualificata riduce il livello di capitale umano del Paese di emigrazione, dall'altro favorisce la produzione di beni a più alto contenuto tecnologico nel Paese di origine e l'occupazione di lavoratori più qualificati, con la possibilità di innestare un circolo virtuoso di sviluppo. Queste considerazioni permettono di rivedere la valutazione dell'impatto della migrazione qualificata che sembra diventare meno dannoso per il Paese di origine in quanto, promuovendo la produzione e il commercio di beni a più alto contenuto tecnologico, favorisce la crescita e l'occupazione qualificata anche nel Paese di origine”.

Edward Bartolucci

Fonte: Giorgia Giovannetti, 'Rapporto sulle economie del Mediterraneo' del Cnr-Issm - Mauro Lanati, 'Rapporto sulle economie del Mediterraneo' del Cnr-Issm - Alessandra Venturini, 'Rapporto sulle economie del Mediterraneo' del Cnr-Issm -