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CNR: Alamanacco della Scienza

N. 7 - 4 lug 2018
ISSN 2037-4801

Focus  

Ambiente

L'Italia al Polo Nord tra scienza e diplomazia

L'impegno scientifico italiano nell'area polare è stato rafforzato dall'istituzione del Comitato scientifico per l'Artico (Csa), nominato dal presidente del Consiglio nazionale delle ricerche Massimo Inguscio e che ha il compito di definire, su proposta del Cnr, il Programma di ricerche in Artico (Pra) nel triennio 2018-2020. Il Comitato è presieduto dal ministro plenipotenziario Carmine Robustelli, che è anche il capo della delegazione italiana nel Consiglio Artico e inviato speciale per l'Artico del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale.

Il Comitato è formato da sette esperti e da un rappresentante del ministero dell'Istruzione, università e ricerca. La prima riunione si è tenuta lo scorso 25 maggio, proprio in prossimità del 90° anniversario dell'impresa di Umberto Nobile al Polo Nord, e durante l'incontro si è tenuto un video collegamento con la Stazione Dirigibile Italia.

“Le riunioni hanno prima di tutto avuto quale oggetto la definizione dei grandi temi della ricerca ambientale e climatica nell'Artico: meccanismi responsabili della 'Arctic amplification', ovvero della maggiore intensità del riscaldamento climatico e dei suoi effetti nella regione; aumentata variabilità del vortice polare sulle medie latitudini europee; fusione del ghiaccio marino, dei ghiacci continentali, della copertura nevosa e del permafrost; interazione fra circolazione nei fiordi e in mare aperto e possibili conseguenze sulla circolazione termoalina; risposta degli ecosistemi artici ai cambiamenti climatici, effetti sulla biodiversità e deglaciazione; trasporto, sedimentazione e trasformazione di inquinanti, con particolare attenzione per le microplastiche; ricostruzioni paleoclimatiche e paleoambientali”, spiega Antonello Provenzale, sostituto del direttore del Dipartimento Scienze del sistema terra e tecnologie per l'ambiente (Dta) del Cnr e membro del Csa

Il Comitato scientifico ha sottolineato inoltre la rilevanza che dovranno assumere il coordinamento e il sostegno alla comunità scientifica italiana nell'utilizzo delle infrastrutture di ricerca: Stazione Dirigibile Italia e strutture italiane ospitate in altre stazioni artiche, ma anche infrastrutture e grandi progetti internazionali in Groenlandia, nell'Artico canadese e russo e in piattaforme mobili, quali le navi. “Un ulteriore elemento che il Comitato considera di prioritaria importanza è la definizione di azioni e misure volte alla creazione di condizioni favorevoli per la formazione e l'inclusione di giovani ricercatori, sia attraverso l'istituzione di dottorati focalizzati sui temi di riferimento, sia mediante il finanziamento di progetti di ricerca di cui andranno valutati ex ante ed ex post la qualità scientifica e l'impatto”, conclude Provenzale.

Le attività di ricerca devono però tenere debitamente conto della diffusione e conoscenza delle tematiche polari e dei cambiamenti climatici. Per questo il Csa vuole aumentare la diffusione e divulgazione scientifica sul tema, al fine di accrescere la consapevolezza nel Paese delle tematiche artiche e di avviare altre iniziative, tra cui la progettazione di uno specifico dottorato in Scienze polari.

Giovanni Bruscia

Fonte: Antonello Provenzale, Istituto di geoscienze e georisorse, Pisa, tel. 050/6212372 , email a.provenzale@igg.cnr.it -