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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 5 - 9 mag 2018
ISSN 2037-4801

Focus - Alla salute!  

Cultura

Parliamo di cancro

Il cancro, spesso considerato come un male della nostra epoca, in realtà è noto da tempi antichissimi. Le prime testimonianze si ritrovano già in Egitto e in Grecia. Da allora, ovviamente, la ricerca ha compiuto notevoli passi in avanti, specialmente dal '900 in poi, quando è nata l'oncologia che in seguito ha assunto carattere di disciplina autonoma. Insieme con l'avanzamento delle conoscenze sulle cause e sulle modalità di crescita di forme tumorali, che in passato conducevano alla morte nel 90% dei casi, sono state messe a punto terapie sempre più mirate. Il progredire delle conoscenze e le collaborazioni tra gruppi multidisciplinari hanno determinato un significativo progresso nei trattamenti.

Il lavoro di ricerca ha inoltre indirizzato la propria attenzione anche verso altri aspetti della malattia, quali la prevenzione e lo stato psicologico dei pazienti colpiti da tumore. Varie associazioni si occupano della sensibilizzazione dei cittadini e dell'assistenza ai malati come l'Associazione oncologica pisana (Aopi), fondata più di 30 anni fa e tra le più attive nel suo territorio. “La Settimana oncologica dell'Aopi, che quest'anno ha celebrato la sua 28esima edizione, è costituita da un insieme di momenti di riflessione scientifica, informazione, socialità e cultura”, spiega Maria Giovanna Trivella dell'Istituto di fisiologia clinica (Ifc) del Cnr di Pisa e membro del direttivo della Associazione.

Progetti di questo genere sono essenziali per l'educazione dei cittadini perché, soprattutto nell'era dei social e delle fake news, è più facile cadere nell'errore e finire nelle mani di ciarlatani che sostengono opinioni senza alcun fondamento scientifico, spesso in contrasto con il parere medico. Anche i medici però, oltre a una preparazione professionale, oggi devono acquisire capacità narrativa e relazionale per rivolgersi agli ammalati nella giusta modalità.

“Il cambiamento più importante degli ultimi anni riguarda il linguaggio. Il cancro un tempo era considerato un killer e questa parola veniva taciuta ed edulcorata con espressioni considerate meno crude: i medici parlavano di cellule alterate, modificate o di neoformazioni, in modo che i pazienti, non capendo, non si allarmassero”, aggiunge Trivella. “Oggi espressioni tali non vengono più utilizzate e per comunicare la diagnosi si usa un linguaggio chiaro, eticamente corretto. Ma ogni paziente fa storia a sé ed è per questo che l'Aopi è impegnata nell'offrire un aiuto completo al malato, dal difficile momento della diagnosi a quello delle terapie, fino alla riabilitazione, con uno sportello di ascolto e di sostegno psicologico e altre iniziative di accompagnamento che non facciano sentire il malato solo”.

Una dei progetti realizzati dalla Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo), nata nel 2003 e gestita da un comitato esecutivo composto per la maggioranza da pazienti ed ex pazienti affetti da tumore, è la Giornata nazionale del malato oncologico. L'evento si svolgerà dal 17 al 20 maggio a Roma e mira a rispondere ai bisogni dei malati cronici e delle persone guarite. I servizi erogati dalla Federazione vanno dal sostegno psicologico nei luoghi di cura, a percorsi di riabilitazione, fino all'offerta di alloggi per pazienti e familiari fuori sede durante le fasi acute di trattamento.

Attività, occasioni di aggregazione e confronto promossi dalle varie associazioni sono ormai fondamentali, viaggiano in parallelo con il progresso medico-scientifico e testimoniano che una comunicazione corretta è parte integrante di una cura che non sana solo il corpo, ma libera dall'ignoranza e si esprime con empatia, condivisione e solidarietà.

Rossella Casciello

Fonte: Maria Giovanna Trivella, Istituto di fisiologia clinica, Pisa, tel. 050/3152730 , email trivella@ifc.cnr.it -