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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 4 - 11 apr 2018
ISSN 2037-4801

Focus - Terra  

Ambiente

Alla scoperta dei Poli

Installazioni, incontri, proiezioni, oggetti e immagini. Un viaggio alla scoperta del Polo Nord e Polo Sud, realizzato dal Dipartimento scienze del sistema terra e tecnologie per l'ambiente (Dta) del Consiglio nazionale delle ricerche per sensibilizzare il pubblico su temi ambientali e scientifici di forte attualità. L'occasione, la XIII edizione del 'National Geographic Festival delle scienze', all'Auditorium Parco della Musica di Roma dal 16 al 22 aprile, che si concluderà con la celebrazione dell'Earth Day. Il percorso espositivo mette a fuoco le principali attività di ricerca che l'Italia conduce in Artide, in particolare a Ny Ålesund, nelle Isole Svalbard, presso la stazione Dirigibile Italia, e in Antartide, nella base italiana Mario Zucchelli a Baia Terra Nova e in quella italo-francese Concordia sul plateau antartico, nel sito denominato Dome C.

“Il Cnr è fortemente impegnato in entrambe le regioni polari. In Artide gestisce la stazione di ricerca Dirigibile Italia, dove vengono sviluppate decine di progetti di ricerca, e in Antartide partecipa al Pnra (Programma nazionale di ricerche in Antartide), coordinando e gestendo tutte le attività scientifiche che l'Italia attua in quella regione”, spiega Fabio Trincardi, direttore Dta-Cnr. “I cambiamenti climatici e il riscaldamento globale rappresentano oggi una sfida cruciale per il futuro del nostro Pianeta. In questo contesto l'Artide e l'Antartide rivestono un ruolo di primaria importanza per le loro caratteristiche geografiche e per l'ambiente ancora relativamente incontaminato. Un vero e proprio laboratorio naturale per la ricerca e lo studio del riscaldamento globale”.

L'esposizione, curata da Simona Longo del Dta-Cnr e Angelo Domesi, logistico con lunga esperienza in entrambi i poli, e allestita nell'atrio delle salette nord dell'Auditorium di Roma, parte da una descrizione delle caratteristiche geografiche delle due regioni estreme, con riferimenti alla peculiarità dei fenomeni osservati dai ricercatori. Quattro le aree per il Polo Nord: 'L'Artico nel sistema globale', che illustra temi come la relazione tra ghiaccio e livello dei mari, il ruolo delle regioni polari nel sistema climatico terrestre, i modelli climatici e l'aurora boreale; 'Ricerca: osservare e comprendere il sistema artico', dove vengono descritte le attività svolte grazie alla Climate Change Tower, gli aspetti fisici e biologici del sistema fiordo, il permafrost e la vegetazione, le attività di ricerca sottomarina; 'Vulnerabilità e resilienza', in cui si affrontano l'inquinamento chimico, la deplezione dello strato dell'ozono, i rischi connessi alla degradazione del permafrost; infine, 'Governance dell'Artico' con la struttura organizzativa degli organismi internazionali, di cui anche l'Italia fa parte. 

Il percorso cronologico espositivo del Polo Sud si sviluppa, invece, in cinque sezioni: 'La geologia dell'Antartide. Il paleoclima', con la ricostruzione della storia climatica recente del Pianeta attraverso lo studio della calotta polare; 'Biodiversità e adattamento', con gli studi sull'ecosistema antartico e l'adattamento umano agli ambienti estremi; 'Lo spazio visto dall'Antartide', che valorizza un luogo privilegiato per effettuare osservazioni astronomiche e di fisica dello spazio; 'Le basi di ricerca', a testimonianza dello sforzo logistico che l'Italia ha compiuto in questi 34 anni di attività antartica con il Pnra.

“I cambiamenti climatici e il riscaldamento globale rappresentano oggi una sfida cruciale per il futuro del nostro Pianeta. È una vera corsa contro il tempo che ci richiede di ripensare l'intera società moderna”, conclude Trincardi. “In questo contesto l'Artico e l'Antartide rivestono un ruolo di primaria importanza per le loro caratteristiche geografiche e perché sono aree dove il cambiamento climatico è più rapido e può dare luogo ad amplificazioni e accelerazioni che colpiscono l'intero Pianeta: lì si sciolgono ghiacci che fanno alzare il livello dei mari; lì la riduzione della copertura di ghiaccio si traduce in minore albedo e quindi maggiore riscaldamento dell'oceano; e lì si scioglie il permafrost (metano ghiacciato) liberando gas serra in atmosfera con conseguente ulteriore aumento di temperatura globale”.

Il Festival prodotto dalla Fondazione musica per Roma in collaborazione con Codice edizioni, ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca in partnership con National Geographic, Agenzia spaziale italiana e Istituto nazionale di fisica nucleare, quest'anno vede anche la collaborazione di Consiglio nazionale delle ricerche, Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e Istituto nazionale di astrofisica.

Silvia Mattoni

Fonte: Fabio Trincardi, Dipartimento Terra e ambiente del Cnr , email fabio.trincardi@bo.ismar.cnr.it -