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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 3 - 7 mar 2018
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Marina Landolfi

Università ed Enti

Dialetti e lingue patrimonio a rischio estinzione

Secondo l''Atlas of the World's languages in danger' dell'Unesco sono oltre 6.000 le lingue che si parlano nel mondo, di cui circa 2.500 a rischio estinzione e 199 parlate da meno di 10 persone. La metà della popolazione mondiale parla il cinese mandarino, l'inglese, l'hindi-urdu, lo spagnolo e l'arabo mentre l'80% di tutti gli abitanti del Pianeta parla una delle 83 lingue dominanti, tra cui l'italiano.

In Europa le lingue che rischiano di essere dimenticate sono cento, mentre 32 sono i dialetti italiani tra cui lingue locali meno conosciute come il griko (calabrese e salentino), il walser (Valle d'Aosta) e il guardiolo, dialetto occitano parlato a Guardia Piemontese (Cosenza) e conseguenza dello spostamento di popolazioni avvenuto nel 1300 per sfuggire alle persecuzioni contro i valdesi. A favorire il fenomeno, secondo gli studiosi, sono l'atteggiamento negativo delle nuove generazioni, le urbanizzazioni e migrazioni che modificano tradizioni e costumi.

Una ricerca Istat del dicembre 2017 fotografa uno scenario nazionale dove per tutte le età, inclusi gli anziani, diminuisce l'uso esclusivo del dialetto: il 45,9% della popolazione sopra i sei anni (oltre 26 milioni di individui) in famiglia si esprime in italiano, il 32,2% sia in italiano sia in dialetto e solo il 14% prevalentemente in dialetto. 'Indagine statistica sul dialetto ad Albano Laziale e in alcuni comuni dei Castelli Romani' una ricerca condotta da Giorgio Sirilli dell'Istituto di ricerca sulla crescita economica sostenibile del Cnr fornisce: rispetto ai dati Istat un quadro diverso la percentuale di chi parla in dialetto in famiglia è la stessa, mentre le differenze riguardano l'uso dell'italiano, che ad Albano si parla meno, sostituito da un misto italiano-dialetto. Dalla ricerca emerge che la conoscenza del dialetto aumenta con l'età: circa il 70% dei giovani albanensi lo conosce poco o per nulla.

Molti linguisti e studiosi si sono mobilitati per salvaguardare le lingue in pericolo e la cultura a esse connessa. Il progetto World Oral Literature Project dell'Università di Cambridge (Uk) e l'Enduring Voice del National Geographic documentano e conservano in un archivio online il patrimonio linguistico che sta scomparendo; l'Utrecht University (Olanda) porta avanti un lavoro dell'European Research Council (Erc) sulla lingua italiana, 'Microcontact. Language Variation and Change from the Italian heritage perpsective' e il Multilingual Europe Technology Alliance (Meta-Net); la rete europea dei centri di ricerca linguistica sostiene e tutela gli idiomi meno rappresentati a livello digitale, come islandese e greco; alla School of Oriental and African Studies (Soas) dell'Università di Londra è attivo un programma che finora ha archiviato in rete suoni e parole di 400 lingue a rischio estinzione, finanziato da Lisbet Rausing, ereditiera della Tetra Pak.