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CNR: Alamanacco della Scienza

N. 1 - 10 gen 2018
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Marina Landolfi

Università ed Enti

Verso la Gigabit society

Gli Stati generali delle telecomunicazioni, tenutisi lo scorso dicembre a Roma, hanno rappresentato l'occasione per confrontarsi e fare il punto sugli sviluppi delle reti broadband in Italia, vera e propria rivoluzione tecnologica. Stiamo infatti per entrare nella terza fase di sviluppo di Internet, caratterizzata dall'adozione di massa della banda larga e ultra larga e dall'accesso a una rete mobile molto più potente di quella attuale. La nuova fase spalanca le porte alla cosiddetta Internet of Things (IoT), l'Internet delle cose, che connetterà gli oggetti intelligenti (Smart objects) che già popolano la nostra quotidianità e sempre più ci circonderanno: dalla casa alla città, dalla scuola all'ambiente e al patrimonio culturale. Si prevedono circa 50 miliardi di oggetti connessi nel 2020.

I settori applicativi della loT, secondo quanto dichiarato da Maurizio Dècina, professore emerito del Politecnico di Milano e presidente di Infratel Italia, “possono essere classificati in due grandi cluster applicativi: uno è il 'Massive IoT', cioè le applicazioni che saranno caratterizzate da basso costo, basso consumo e bassa capacità di comunicazione, ma da un grande numero di dispositivi connessi nei trasporti, nella logistica, nell'ambiente, nella casa intelligente, nella città intelligente, nell'agricoltura, per citare solo alcuni esempi. L'altro è il 'Mission Critical IoT', cioè le applicazioni caratterizzate da alta affidabilità, bassa latenza (tempo di attesa della risposta dal server) e alta capacità. Automotive, energia (smart grid), sanità, sicurezza, realtà aumentata, automazione della fabbrica sono alcuni dei settori maggiormente interessati”.

Tutto questo grazie al 5G, la quinta generazione di rete mobile, attualmente in sperimentazione in 5 città italiane: Milano, Prato, L'Aquila, Matera e Bari. Nelle ultime due, il Cnr è partner primario di Tim in progetti di ricerca in settori quali il monitoraggio ambientale e delle infrastrutture, il turismo e la cultura, la pubblica sicurezza. Tra le strutture dell'Ente coinvolte, l'Istituto per i beni archeologici e monumentali, l'Istituto di calcolo e reti ad alte prestazioni e l'Istituto di metodologie per l'analisi ambientale. A differenza delle precedenti generazioni di reti, il sistema 5G eleverà molto la massima velocità di download (dai 10 ai 100 Gbit/s) e di massima latenza (1ms), esplorando nuove porzioni dello spettro radio, come le microonde e a onde millimetriche, fino a 100 GHz.

Dal 2015 il sistema Italia ha subito una netta inversione di tendenza; tra i fattori determinanti per lo sviluppo delle telecomunicazioni, l'ingresso sul mercato di Open Fiber, società del gruppo Enel e di Cassa depositi e prestiti, che si è aggiudicata la prima gara del ministero dell'Economia da 1,4 miliardi di euro per la realizzazione, la gestione e la manutenzione della rete in fibra ottica con la tecnologia Fiber to the Home (Ftth), ossia la fibra ottica che raggiunge direttamente l'utente finale nel suo edificio e non fino alla cabina telefonica più vicina come successo finora, con notevoli vantaggi in termini di velocità e ampiezza di flusso dati. “La missione di Open Fiber è colmare il divario digitale del nostro Paese per traghettarlo verso la 'Gigabit Society', in risposta agli obiettivi previsti dall'Agenda digitale europea” ha dichiarato Franco Bassanini, presidente di Open Fiber, specificando che “solo l'integrazione della fibra ottica con il 5G consentirà l'utilizzo su larga scala di tutte le tecnologie che verranno sviluppate nei prossimi anni per la telemedicina, il telelavoro, l'e-government, la mobilità intelligente, la video sorveglianza, il cloud computing”.

Edward Bartolucci