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CNR: Alamanacco della Scienza

N. 12 - 6 dic 2017
ISSN 2037-4801

Focus - Gli eventi del 2017  

Socio-economico

Un'estate torrida

“Un'estate fa… non c'eri che tu”, cantava Mina in una delle sue celebri canzoni. Un pensiero che potremmo riservare alla temperatura torrida dell'estate trascorsa, una stagione rimasta impressa nella memoria di molti italiani. Al secondo posto tra le estati più calde, dopo quella record del 2003 secondo i dati riportati della banca di climatologia storica dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima (Isac) del Consiglio nazionale delle ricerche. La temperatura media ha toccato quasi i 3°C in più rispetto alle medie stagionali e anche le temperature minima e massima hanno subìto una variazione di circa 2°C in più, sempre rispetto alle medie.

“L'estate 2017 è stata dominata da una 'heat wave' o, usando la nostra lingua, ondata di calore, ossia da un periodo di temperature eccezionalmente sopra la media”, spiega Federico Fierli dell'Isac-Cnr di Bologna. “Ed esistono numerosi parametri utilizzati per identificarne caratteristiche come durata, estensione e impatto. Un esempio è il numero di 'hot nights', notti calde, un chiaro indice di disagio per la popolazione interessata. Le cause possibili di tali ondate anomale sono oggetto di ricerca in continuo aggiornamento. Possiamo dire che nell'area mediterranea sono associate alla presenza di un sistema anticiclonico di origine africana. Rivestono un ruolo importante anche l'umidità del suolo e le condizioni di particolare siccità delle stagioni precedenti l'estate, che influenzano la formazione successiva dell'ondata di calore. La ricerca scientifica a livello mondiale è inoltre concorde sul fatto che il cambiamento climatico aumenta la frequenza di fenomeni estremi, fra cui appunto le heat waves”.

Alle alte temperature dovremo quindi abituarci. “Le heat waves in futuro non saranno eventi eccezionali, ma una condizione climatica che si verificherà, e con buona probabilità in tempi brevi, con una sempre maggiore frequenza” continua il ricercatore dell'Isac-Cnr. Le conseguenze dell'aumento delle temperature estive sono molteplici. “Nell'estate 2003 è stato segnalato un incremento del rischio salute per le fasce più deboli, anziani e bambini. Ci sono stati poi ricadute nel settore idrico: si sono osservati una riduzione della portata dei bacini fluviali e stress idrico”, conclude Fierli. “Come un effetto domino, ciò ha comportato un aumento delle aree terrene soggette a incendi boschivi, con impatto finale sul dissesto idrogeologico e riduzione della produzione agricola e conseguenze negative a livello economico nel campo agroalimentare. Altre difficoltà sono state rilevate nel funzionamento delle infrastrutture, dove si è notato un maggior carico energetico e una riduzione della produzione industriale”.

Nicoletta Paolillo

Fonte: Federico Fierli, Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima, Roma , email f.fierli@isac.cnr.it -