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CNR: Alamanacco della Scienza

N. 12 - 6 dic 2017
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Marina Landolfi

Università ed Enti

Le energie che muoveranno l'automobile

La tanto evocata rivoluzione nel mondo dei trasporti, con veicoli elettrici pronti a soppiantare le vecchie auto diesel e benzina, non arriverà tanto presto, al suo posto bisogna accontentarsi di una lenta transizione verso un futuro ecologicamente più sostenibile. Questo in estrema sintesi quanto emerso dalla 72° 'Conferenza del traffico e della circolazione', tenutasi a Roma lo scorso 22 novembre, organizzata dall'Aci e dalla Fondazione Filippo Caracciolo. Oggi il petrolio e i suoi derivati pesano per l'80% circa sulla domanda di energia per la trazione dei veicoli; nel 2050 la percentuale dovrebbe scendere a circa il 65%, secondo quanto riferito nelle relazioni presentate, tra le quali quella di Carlo Beatrice dell'Istituto motori (Im) del Cnr.

In base agli accordi internazionali sul clima di Kyoto e Parigi, gli obiettivi in termini di riduzione delle emissioni di Co2 dell'Unione Europea sono molto ambiziosi: per il 2050 si punta a raggiugere una 'low­-carbon economy' che riduca le emissioni di gas serra di almeno l'80% rispetto al 1990, con il contributo di tutti i settori. Per quello dei trasporti, la riduzione dovrà essere almeno del 60%. "Questi target ambientali potranno essere soddisfatti unicamente agendo sulle sinergie tra l'evoluzione tecnologica, l'integrazione di nuove forme di propulsione e l'utilizzo di combustibili a basso tenore di carbonio e/o derivati da fonti energetiche rinnovabili”, ha detto il ricercatore dell'Im-Cnr. 

Va proseguito poi il grande lavoro fatto negli ultimi anni per ridurre la quantità di emissioni di carburanti come il diesel, che continuerà a coprire anche nei prossimi decenni circa il 50% della domanda di energia per i trasporti a livello mondiale. Per l'utilizzo urbano, sarà fondamentale promuovere il ricorso a combustibili alternativi come il gas naturale, che sta dando negli ultimi anni risultati soddisfacenti, con l'Italia tra i Paesi più avanzati nel suo utilizzo grazie anche alla recente scoperta di nuovi giacimenti nel Sudest del Mediterraneo.

Nella trazione dei veicoli l'impiego diffuso di nuovi motori non a scoppio è ancora lento e di difficile applicazione. L'auto a ricarica elettrica (totale o ibrida) per uso urbano rappresenta la soluzione più interessante, anche perché passi avanti sono stati fatti nel miglioramento dell'efficienza e della durata delle batterie. Lo dimostrano gli incoraggianti dati degli ultimi anni, anche se per ora le auto elettriche incidono solo per l'1,6% sul mercato mondiale. Molti però sono i nodi ancora da sciogliere, tra i quali l'elevato prezzo di acquisto dei veicoli elettrici, i modelli ancora poco chiari per lo sviluppo delle reti di rifornimento di elettricità per auto, la rilevante quantità di elettricità aggiuntiva da produrre per soddisfare un crescente parco circolante di auto elettriche. “L'accettazione da parte del mercato di veicoli alimentati con carburanti alternativi dipende in larga misura dalla disponibilità di apposite infrastrutture. La direttiva dell'Ue del 2014 denominata Dafi (Directive on the Deployment of Alternative Fuel Infrastructure) rappresenta una pietra miliare nell'ambito delle soluzioni alternative all'egemonia dei prodotti petroliferi nel settore dei trasporti”, ha spiegato Samuele Furfari, consigliere del direttore generale Energia presso la Commissione europea. “Entro il 2020 avranno ricevuto sovvenzioni oltre 1.200 punti di rifornimento di carburanti alternativi, soprattutto di ricarica elettrica e circa sei milioni di punti di ricarica potrebbero essere installati negli edifici residenziali e non, se il Parlamento europeo e il Consiglio adotteranno la proposta della Commissione di revisione della direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia”.