Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 11 - 8 nov 2017
ISSN 2037-4801

Focus - Paure  

Tecnologia

La tecnologia combatte il terrorismo

Gli ultimi anni sono stati segnati da una spaventosa serie di attacchi terroristici che hanno sconvolto luoghi a volte geograficamente e culturalmente vicinissimi alla nostra Penisola. "Si dovrà purtroppo imparare a convivere con la paura di possibili nuovi attentati anche se, a oggi, le tecnologie orientate alla sicurezza stanno facendo registrare significativi passi in avanti", spiega Mario Savastano dell'Istituto di biostrutture e bioimmagini (Ibb) del Cnr di Napoli, esperto di tecnologie biometriche.

"Tra i settori in cui la tecnologia orientata alla sicurezza ha registrato avanzamenti rilevanti ci sono i sistemi di video sorveglianza: un tempo impiegati per la sola indagine delle scene post-evento, sono divenuti sistemi di video-analisi in tempo reale. I vantaggi, in termini di impatto sulla sicurezza sono importanti, quali la possibilità di scoprire immediatamente una possibile minaccia e predisporre in maniera tempestiva adeguate contromisure", continua il ricercatore.

Di particolare rilevanza per il controllo del territorio sono i sistemi di sorveglianza biometrica orientati cioè al riconoscimento degli esseri umani sulla base delle caratteristiche fisiche e/o comportamentali. “Questi sistemi, composti da un archivio di immagini del volto di persone di interesse, da particolari sistemi di ripresa video e da un'unità di calcolo in grado di elaborare digitalmente i segnali, permettono di rilevare la presenza di individui sospetti in un'area sottoposta al controllo”, spiega l'esperto. “Sebbene la tecnologia sia ancora in una fase di affinamento i potenziali vantaggi per le forze dell'ordine sono evidenti".

A volte ci si domanda, guardando al passato, se un maggiore coordinamento a livello nazionale e internazionale avrebbe potuto mitigare alcune delle minacce inflitte alla collettività. "I recenti attacchi portati a vari Paesi hanno chiaramente messo in evidenza che, nonostante il grande salto di qualità delle tecnologie orientate alla sicurezza, non è possibile prevedere se e quando essi si concretizzeranno” aggiunge Savastano. La prevenzione rimane comunque indispensabile per quanto riguarda l'Italia, gli apparati di sicurezza nazionale sono stati finora straordinari nel delicato lavoro di analisi e scrematura delle informazioni raccolte. Poiché la minaccia è globale rimane però fondamentale che le nazioni, superando difficoltà di ordine politico e tecnologico, realizzino un sempre più fitto scambio di informazioni. Ci sono vari esempi di buoni risultati in questo senso, tra cui il Trattato di Prüm firmato nel 2005 da alcuni paesi membri dell'Unione Europea e ratificato successivamente anche dall'Italia".

L'Italia può dunque contare su un comparto di intelligence ben organizzato ma, precisa Savastano, "questo lavoro prezioso non è sufficiente per considerarci immuni da possibili minacce future. Le stesse tecnologie che facilitano i controlli, in mani sbagliate, potrebbero addirittura essere sfruttate per pianificar attacchi terroristici. Le forze dell'ordine possono però vantare una chiara supremazia tecnologica sulla criminalità, disponendo di mezzi tecnici ed economici sempre più consistenti e potendo inoltre trarre enorme vantaggio dalle crescenti collaborazioni con il mondo della ricerca e dell'accademia".

Benedetta Niccolini

Fonte: Mario Savastano, Istituto di biostrutture e bioimmagini , email mario.savastano@unina.it -