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CNR: Alamanacco della Scienza

N. 11 - 8 nov 2017
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Marina Landolfi

Università ed Enti

Teseo, il cane che scova le larve

Un gruppo di ricercatori del dipartimento di Biologia e biotecnologie 'Charles Darwin' dell'Università Sapienza di Roma, guidato da Paolo Audisio, ha pubblicato su 'Nature Conservation' i risultati di una ricerca per il monitoraggio non invasivo dello stato di conservazione del coleottero 'Osmoderma eremita'. Questa specie protetta, ormai rara in gran parte dei paesi europei, è considerata una specie ombrello e indicatrice della qualità della intera comunità saproxilica, cioè dell'insieme di quelle specie legate, in uno stadio del proprio ciclo vitale, al legno secco o marcescente degli alberi. L'obiettivo del progetto europeo 'Monitoraggio di insetti con la partecipazione pubblica' (Mipp), durato cinque anni e terminato il 30 settembre 2017, è stato quello di sviluppare metodi standard e non invasivi, per il monitoraggio di alcune specie di coleotteri saproxilici, specie legate in uno stadio del proprio ciclo vitale al legno secco o marcescente degli alberi.

L'indagine è stata condotta utilizzando Teseo, un Golden retriever, primo cane molecolare (Osmodog) cioè addestrato a stanare le larve di tale specie nel loro habitat, ossia nella cavità di vecchi alberi (salici, faggi, querce, castagni). L'Osmodog è stato istruito dai ricercatori della Sapienza a fiutare un particolare ferormone, l'odore che gli adulti del coleottero emettono, e l'addestramento si è rivelato funzionale per scovare questa specie.

Dai test effettuati, Teseo ha mostrato un'ottima capacità di individuare le larve del coleottero, con una percentuale di segnalazioni corrette del 92% circa. "L'utilizzo del cane si è rivelato uno strumento estremamente funzionale, visti i brevissimi tempi di lavoro richiesti per l'analisi dei singoli alberi”, afferma Paolo Audisio. “Rispetto ad altri protocolli comunemente utilizzati per il monitoraggio, l'uso dell'Osmodog è un metodo che riduce a zero l'impatto sulla specie target, perché l'uso dell'olfatto previene completamente il contatto con gli esemplari e quindi elimina qualsiasi tipo di disturbo".