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CNR: Alamanacco della Scienza

N. 10 - 4 ott 2017
ISSN 2037-4801

Focus - Animali  

Ambiente

La sesta estinzione di massa

“Le popolazioni di numerose specie di animali vertebrati (quindi mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci) in natura si sono più che dimezzate in soli quarant'anni" e "la comunità scientifica non esita a definire la situazione cui assistiamo come 'sesta estinzione di massa' nella storia del pianeta, sottolineando che la rapidità di sparizione delle specie è maggiore di quella documentata nei cinque grandi cicli di estinzione planetaria del passato”. È il quadro tracciato dal fisico Antonello Pasini dell'Istituto sull'inquinamento atmosferico (Iia) del Cnr nel libro 'Effetto serra, effetto guerra' (Chiarelettere), scritto con Grammenos Mastrojeni e dedicato ai preoccupanti impatti dei cambiamenti climatici sull'ambiente, sull'atmosfera terrestre e sugli animali.

“Noi umani abbiamo aggredito contemporaneamente sia numerose specie, sia i loro habitat. Se esaminiamo uno a uno, separatamente, i diversi elementi che abbiamo alterato entro questo equilibrio, scopriamo che abbiamo inciso negativamente su moltissimi fattori del suo funzionamento complessivo, e ne abbiamo portato alcuni a un livello di soglia di non ritorno”, scrive il ricercatore. Secondo Pasini e Mastrojeni, poi, l'uomo sottovaluta la questione: “Sopravviviamo benissimo anche senza i dodo, uccelli dell'isola di Mauritius che si estinsero rapidamente nella seconda metà del XVII; e forse la nostra produzione ortofrutticola rimarrà possibile anche se procede la moria delle api a cui attualmente assistiamo: è il prezzo dei benefici di certi fertilizzanti e insetticidi, ed esistono sistemi di impollinazione meccanica. Questa è l'ottica che abbiamo adottato”.

Ogni specie invece è fondamentale e svolge una funzione nel mantenimento dell'equilibrio dell'ecosistema. Se noi quindi alteriamo i parametri del clima, modifichiamo l'habitat di una specie e ne compromettiamo l'esistenza. “Sia per pressione diretta - pesca spregiudicata, bracconaggio, pesticidi - sia attraverso l'alterazione degli habitat, ci possiamo fregiare di un record senza precedenti. Dopo cinque estinzioni di massa dovute a circostanze naturali - l'ultima quella dei dinosauri 65 milioni di anni fa - noi abbiamo dato il via alla sesta, che sembra anche la più rapida mai verificatasi nei circa 4 miliardi di storia della vita sul pianeta”.

L'estinzione, si legge in 'Effetto serra, effetto guerra', “si spiega in parte con la concomitante accelerazione del degrado degli habitat, acque, terre e clima, ma ha assunto un ritmo che pare addirittura sproporzionato rispetto al ritmo di crescita delle cause umane”, commenta Pasini. Pasini inoltre fa notare: “Poiché ciascuna specie serve ad altre, estinguerne una può significare minacciarne molte di più, la cui successiva sparizione ne mette in pericolo ancora di più”. E fa l'esempio degli insetti: “Pensiamo a cosa significherebbe l'estinzione delle api; le api non servono solo alle nostre fattorie, dove potremmo sostituirle con impollinatori meccanici; servono anche a tutto quel mondo vegetale e animale che circonda la fattoria senza il quale cambierebbero, ad esempio, le caratteristiche idrologiche di tutto il territorio, forse fino al punto da far mancare l'acqua per irrigare le coltivazioni e, quindi, fino a rendere gli impollinatori meccanici del tutto superflui”.

Chiara Caproni

Fonte: Antonello Pasini, Istituto sull'inquinamento atmosferico del Cnr, tel. 06/90672274 , email pasini@iia.cnr.it -