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CNR: Alamanacco della Scienza

N. 5 - 3 mag 2017
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Marina Landolfi

Università ed Enti

Il farmaco che si attiva con la luce

Sperimentato dal team di ricerca del laboratorio di Neurofarmacologia dell'Irccs Neuromed di Pozzilli (Is) un farmaco analgesico che circola in tutto il corpo senza produrre effetti, attivandosi solo quando viene illuminato dalla luce, nel punto in cui deve svolgere il suo compito. La ricerca rappresenta un notevole passo in avanti nella optofarmacologia, un settore in cui si studiano farmaci capaci di agire con estrema precisione su una specifica regione del corpo, per ottenere una rapida azione analgesica, utile nel dolore cronico, e ridurne gli effetti collaterali in altre parti.

Il farmaco sperimentato regola l'attività del recettore mGlu5, appartenente al gruppo dei recettori metabotropici del glutammato, elementi fondamentali per il passaggio dei segnali tra le cellule del sistema nervoso. Già nota per la sua azione antidolorifica, la molecola presentava, però, importanti effetti collaterali che ne avrebbero impedito l'utilizzo. “L'idea alla base del lavoro è stata fare in modo che il farmaco agisse unicamente dove serve, sia a livello dei nervi periferici, sia in una precisa area del sistema nervoso direttamente coinvolta nella trasmissione degli stimoli dolorosi”, afferma Serena Notartomaso, ricercatrice del laboratorio dell'Irccs Neuromed. “Una volta illuminata, la medicina diventa attiva in pochi millisecondi e agisce esattamente nel punto in cui viene proiettata la luce. Il farmaco è stato 'bloccato' all'interno di una struttura molecolare in grado di dissolversi quando viene esposta a una certa frequenza luminosa".

La ricerca, dal titolo 'Optical control of pain in vivo with a photoactive mGlu5 receptor negative allosteric modulator', è stata condotta in collaborazione con i ricercatori dell'Università autonoma di Barcellona e dell'Institut National de la Santé et de la Recherche Médicale di Montpellier ed è stata pubblicata sulla rivista eLife. Ulteriori ricerche saranno necessarie prima di passare dai test sugli animali alle applicazioni sull'uomo. Possibile in futuro l'uso di Led, impiantabili nel corpo e controllabili dall'esterno, capaci di attivare il farmaco quando serve.