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CNR: Alamanacco della Scienza

N. 5 - 3 mag 2017
ISSN 2037-4801

Focus - Centenario del Giro d'Italia  

Salute

La bicicletta fa bene al cuore e alla mente

Nonostante la campagna d'informazione sempre più incalzante da parte di medici e mass media sugli effetti benefici di una vita sana, che prevede una corretta alimentazione e una attività fisica costante, il 40% circa della popolazione adulta conduce una vita sedentaria.

“L'attività fisica dovrebbe essere consigliata dai medici al pari dei trattamenti dietetici o farmacologici”, sostiene Roberto Volpe, medico del Servizio prevenzione e protezione (Spp) del Cnr. “Il ciclismo, in particolare, è indicato anche alle persone in lieve sovrappeso poiché, a seconda dell'intensità della pedalata, della lunghezza e della difficoltà del percorso, aiuta a bruciare calorie. Pedalare per 30 minuti a buon ritmo, quello cioè che consente di parlare senza eccessivo affanno, permette di bruciare circa 200 calorie con la cyclette casalinga, fino a 250-300 con la pedalata su strada”.

Oltre ad aiutarci a dimagrire, la bicicletta ha altre ricadute positive sulla nostra salute fisica e mentale. “Migliora il profilo metabolico: aumenta il colesterolo Hdl e riduce la glicemia e i trigliceridi”, prosegue il ricercatore. “Andare in bicicletta - come svolgere altre attività aerobiche, quali la camminata a passo veloce, la corsa leggera, il nuoto o lo sci -, migliora la regolarità cardiaca e la circolazione del sangue arterioso e venoso. Praticando il ciclismo con costanza possiamo ottenere una riduzione dei principali fattori di rischio, quali iperlipemia, diabete, sindrome metabolica, obesità e, conseguentemente, diminuire l'incidenza di eventi come angina pectoris, infarto e ictus cerebrale. La bicicletta, migliorando l'attività cardiaca e la circolazione, aumenta la capacità del cuore di utilizzare l'ossigeno del sangue per produrre energia. Non a caso, chi pratica sport aerobico a livello agonistico o amatoriale ha una frequenza cardiaca più bassa e la cyclette viene utilizzata nella riabilitazione di soggetti che hanno avuto un infarto. Ma il beneficio si estende anche alle patologie ansioso-depressive, in quanto stimola la secrezione delle endorfine, i cosiddetti ormoni del benessere”.  

Come per tutte le attività fisiche, anche andare in bicicletta prevede alcuni accorgimenti. “Intanto, è necessario rispettare gli standard di sicurezza, indossando sempre il casco protettivo. Inoltre, vanno prevenuti possibili 'effetti collaterali', come la congestione delle emorroidi o della prostata, utilizzando un sellino adeguato”, prosegue Volpe. “È buona norma comunque alternare i tipi di attività fisica che pratichiamo, in modo da variare i gesti motori e allontanare il rischio di traumi da sovraccarico ripetuto. Diverso è l'approccio dell'atleta, mirato a obiettivi precisi. Nell'attività agonistica sono necessarie diete specifiche per raggiungere risultati più performanti e costanti controlli medici”, precisa il ricercatore. “Nel ciclismo poi, come in altre discipline atletiche, anche a livello amatoriale si utilizzano purtroppo sostanze stimolanti, che hanno effetti molto negativi sia a livello fisico, in particolare su cuore, fegato e reni, e psichico”.

La pratica sportiva si deve infine sempre accompagnare all'attenzione nel captare eventuali segnali di allarme. “Dolore acuto al torace, sensazione di costrizione al petto con possibile irradiazione al collo e/o all'arto sinistro, polso irregolare, mal di stomaco, difficoltà a respirare, stanchezza eccessiva, vertigini sono tutti sintomi da non sottovalutare che devono indurci ad interrompere immediatamente l'attività e a rivolgerci al 112 o al medico”, conclude Volpe.       

Claudia Ceccarelli

Fonte: Roberto Volpe, Sevizio prevenzione e protezione del Cnr, Roma, tel. 06/49937630 , email roberto.volpe@cnr.it -