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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 2 - 8 feb 2017
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Marina Landolfi

Università ed Enti

Combattere lo spreco alimentare

Si è svolta domenica 5 febbraio la 'IV giornata nazionale per la prevenzione dello spreco'. Nel corso della presentazione organizzata dall'Enpam (Ente nazionale di previdenza ed assistenza medici) a Roma sono stati illustrati i dati inquietanti dell'Osservatorio nazionale Waste Watcher: in Italia sperperiamo circa 16 miliardi di euro di alimenti di cui 12 nelle nostre case. Si calcola infatti che siano buttati circa 145 kg di cibo all'anno per famiglia, per un costo di 360 euro.

Il presidente dell'Enpam, Alberto Oliveti, ha sottolineato che: "Si sprecano più facilmente gli alimenti freschi e deperibili, quelli che fanno meglio alla salute; per questo prevenire gli sprechi insegnando a fare bene la spesa, a conservare correttamente i cibi e a mangiare quelli ancora buoni significa anche migliorare lo stato di salute dei consumatori. Riempiendo la dispensa di alimenti pieni di conservanti si limita sicuramente il rischio di farli scadere, ma non si fa un grande favore al proprio fisico".

La situazione è però, migliorata rispetto agli anni scorsi, come evidenziato dal sottosegretario all'Ambiente Barbara Degani: “Le campagne di sensibilizzazione che abbiamo avviato stanno dando i loro frutti: il 45% degli italiani vive lo spreco come un problema. La family bag (il cestino per portare via gli avanzi dal ristorante) ha trovato posto in una legge, la 166/2016, e ha avuto il plauso di 4 italiani su 5”.

Dalle rilevazioni della Waste Watcher emerge però che il 90% degli italiani non è a conoscenza della campagna capillare di educazione alimentare governativa, che punta a dimezzare gli sprechi entro il 2025. Tra le varie iniziative previste, i Diari di famiglia, un progetto realizzato in collaborazione da ministero, Università di Bologna e Waste Watcher, per cui 400 famiglie, annoteranno dettagliatamente la tipologia e la quantità di cibo che sprecano, al fine di quantificare in modo preciso il problema.

Non si spreca solo cibo, si è sottolineato, ma anche risorse economiche per produrlo e per smaltirlo. È necessario perciò interrompere questo circolo vizioso attraverso l'educazione e l'informazione.

Alessandra Gatti