Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 8 - 3 ago 2016
ISSN 2037-4801

Vita CNR   a cura di Francesca Gorini

Ambiente

Giovani esploratori dell'Artico con Reset

Ad accoglierli al loro arrivo a Longyearbyen, lo scorso 20 luglio, è stato il Sole di Mezzanotte, lo spettacolare fenomeno che avevano studiato sui libri. Da allora per i 20 ragazzi del liceo Fabio Filzi di Rovereto, la prima classe di una scuola italiana a compiere un viaggio di studio alle Isole Svalbard, è stato un crescendo di stimoli: trekking artici, paesaggi spettacolari, muri di ghiaccio e l'emozione di trovarsi in un ambiente completamente naturale, spesso senza alcun segno della presenza dell'uomo.

L'iniziativa è stata realizzata nell'ambito di Reset (Research and Education Svalbard Experience), progetto triennale finanziato attraverso un'operazione di crowfunding e ricerca di sponsor curata dai ragazzi stessi e svolto in collaborazione con il Dipartimento scienze del sistema terra e tecnologie per l'ambiente (Dta) del Cnr. Il percorso è stato finalizzato ad approfondire i temi collegati ai cambiamenti climatici, sia attraverso osservazioni sul campo, sia visitando stazioni di ricerca internazionali, come la base Dirigibile Italia gestita dal Dta-Cnr, per conoscere da vicino metodi e tecniche dell'indagine scientifica. I ragazzi sono stati accompagnati dal docente Matteo Cattadori, da Federico Giglio dell'Istituto di scienze marine del Cnr e da varie guide e, in 10 giorni, hanno visitato anche siti poco noti come la morena del ghiacciaio Sarkofagen e i resti degli insediamenti russi prossimi alle miniere di carbone di Grumantbyen e Pyramiden.

“È stata un'esperienza intensa: con i ragazzi non solo ho scoperto l'entroterra delle Isole, che non avevo mai visto, ma ho avuto il privilegio di vivere tutto il loro entusiasmo e la loro voglia di conoscere. La classe è stata fantastica anche quando è stata messa davanti a prove difficili, come freddo, fatica e privazione del sonno”, ha commentato Giglio nel suo diario di viaggio on line pubblicato su www.cnr.it. “In diverse circostanze ho avuto l'impressione che non fossi io a spiegare i vari processi naturali, ma fosse la natura stessa a svelare i suoi segreti. In particolare, nello studio delle variazioni climatiche i ragazzi hanno potuto percepire direttamente sulla loro pelle tutte quelle variazioni che stanno trasformando la parte meridionale delle Svalbard da area artica a subartica”.

“Constatare la piccolezza dell'uomo di fronte all'immensità di madre natura è qualcosa che non avevo messo in conto: a tutti noi capita spesso di fare camminate nella natura, ma sempre dove c'è un sentiero, che è già un segnale della presenza dell'uomo. Invece alle Svalbard il controllo di tutto è in mano alla natura, che, se non stai attento, può arrivare anche a ucciderti”, racconta Giusy Ferrentino, una delle studentesse. “Assieme a due compagne ho avuto la possibilità di visitare la stazione scientifica italiana Dirigibile Italia e quella tedesca-francese, a Ny-Ålesund. È stato interessante osservare con i nostri occhi il lavoro dei ricercatori, la passione che mettono in ciò che fanno e gli strumenti che utilizzano”, testimonia un'altra ragazza, Francesca Pedrotti: “Anche il viaggio in aereo è stato emozionante per il paesaggio mozzafiato che si estendeva sotto di noi: i ghiacciai ci hanno incantato e ci hanno lasciato senza parole. Non scorderò mai le cose che abbiamo visto e imparato, lo stupore negli occhi dei miei compagni e l'emozione che ho provato”.

“Sono convinto che questa esperienza straordinaria abbia lasciato nei ragazzi un segno indelebile: è un momento importante di crescita, che certamente contribuirà a formarli come uomini e donne”, conclude Giglio.

Fonte: Federico Giglio , Istituto di scienze marine, Bologna, tel. 051/6398904, email federico.giglio@bo.ismar.cnr.it