Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 8 - 3 ago 2016
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Marina Landolfi

Università ed Enti

Ansia, questa conosciuta

Secondo il National Institute of Mental Health, negli Stati Uniti il 20% della popolazione soffre di disturbi legati all'ansia (attacchi di panico, fobie, stress post-traumatico, ansia generalizzata). In Italia la percentuale è inferiore (11,8% della popolazione), ma in entrambi i casi il dato reale è probabilmente più alto, dato che molte persone non si rivolgono a uno specialista che possa diagnosticare loro il disturbo. “Numericamente, l'ansia colpisce il doppio delle donne rispetto agli uomini”, spiega Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di neuroscienze del Fatebenefratelli-Sacco di Milano. Il motivo? “Esiste una base biologica ormonale alla quale si aggiunge la prestazione: l'aumento delle ore per conciliare casa e lavoro e la performance multitasking, il dover passare da una funzione all'altra”, aggiunge Mencacci, che ha presentato alla Camera dei Deputati i dati raccolti nel 'Libro bianco sulla depressione'. In Europa soffre d'ansia il 14% della popolazione, oltre 61 milioni di persone.

L'ansia è un valore positivo, fino a quando non diventa un ostacolo. Bisogna imparare a controllarla. Ma come? “La strada del farmaco non si è rivelata efficace. Tampona il risultato ma non risolve”, spiega il neuroscienziato americano Joseph LeDoux nel saggio 'Ansia: come il cervello ci aiuta a capirla'. Inoltre, esiste l'azzardo della cura fai-da-te, “il cui primo rischio consiste nel sovradosaggio”, aggiunge Mencacci. E se è vero che i farmaci antidepressivi, ansiolitici e ipnotici sono prescritti dal medico, capita però di frequente che il paziente non faccia troppa attenzione alle indicazioni, al dosaggio e agli effetti collaterali, rischiando così fenomeni di sonnolenza, difficoltà motorie o assuefazione. “Proprio per questo il medico ha l'obbligo di dare indicazioni chiare e precise sulla dose e la somministrazione”, conclude Mencacci.

Per il fai-da-te nei momenti critici è meglio orientarsi su altro. Gli esperti dell'americana Mayo Clinic suggeriscono un po' di esercizio fisico, che risulta efficace per ridurre lo stress e migliorare l'umore, oltre che la salute complessiva. Una doccia calda, agendo su alcuni circuiti nervosi, può aiutare a rasserenarsi. Anche le tecniche di rilassamento, come yoga o meditazione, sono un altro strumento utile per restare concentrati e non cadere preda delle proprie paure.

Ma l'ansia non è solo un valore negativo: è una condizione fisiologica che attiva le nostre risorse per poter affrontare le situazioni difficili nel migliore dei modi. Un giusto livello di stress può aiutarci a lavorare meglio e a pensare più velocemente e in modo più efficace, così come a migliorare le prestazioni, soprattutto durante gli esami, come indica un'inchiesta del quotidiano inglese Guardian sull'esposizione degli adolescenti ai social network e al confronto vissuto nella solitudine della cameretta. “L'ansia fa parte della vita: c'è sempre qualcosa di cui preoccuparsi, avere timore, agitarsi o stressarsi. È normale. Ma non siamo tutti ansiosi nella stessa maniera”, scrive LeDoux. C'è chi è più soggetto a preoccuparsi e chi invece rimane più distaccato dalle problematiche della vita. Il consiglio è comunque cercare di capire i meccanismi e le radici profonde dell'emozione negativa, per addomesticarla, anziché contrastarla.