Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 8 - 3 ago 2016
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Marina Landolfi

Università ed Enti

L'isolamento della canapa

Costruire edifici sostenibili ed efficienti, riducendo i consumi degli impianti di climatizzazione, in particolare nelle aree del Mediterraneo a clima caldo temperato. È possibile utilizzando come isolante la fibra di canapa, come indicano i risultati ottenuti nei laboratori del Centro ricerche Enea di Brindisi nell'ambito del progetto Effedil. I test su pareti 'imbottite' di canapa hanno dimostrato un miglioramento delle prestazioni energetiche dell'edificio, oltre a una bassa conducibilità termica e a una maggiore traspirazione e resistenza ai batteri. Inoltre, in caso di incendio, è stata riscontrata una minore velocità di propagazione delle fiamme.

“Abbiamo verificato che la canapa migliora l'isolamento termico del laterizio, attenuando di circa il 30% il flusso termico, ossia la quantità di calore che passa attraverso un materiale in un dato momento, e diminuendo del 20% la trasmittanza termica, vale a dire la facilità con cui un materiale si lascia attraversare dal calore. Inoltre la canapa ha una buona permeabilità al vapore acqueo, permettendo così di evitare la formazione di condensa”, spiega Patrizia Aversa dell'Enea. Va ricordato che gli edifici svolgono un ruolo chiave in quanto sono responsabili di buona parte del consumo energetico nazionale: secondo studi Enea le abitazioni in Italia sono responsabili del 45% delle emissioni di CO2.

“Grazie al progetto Effedil oggi sappiamo che, oltre che per il suo potenziale di isolamento, la canapa è un materiale ideale per costruire edifici sempre più sostenibili in un'ottica di economia circolare”, sottolinea Vincenza Luprano dell'Enea.

Per saperne di più: per la lavorazione della canapa l'Imamoter-Cnr ha realizzato il prototipo di una macchina sfibratrice