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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 6 - 8 giu 2016
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Marina Landolfi

Università ed Enti

Lo studio su studenti e studiosi

Il Rapporto 2016 dell'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur) fotografa una situazione dinamica, evidenziandone luci e ombre. Secondo il ministro dell'Istruzione, dell'università e della ricerca Stefania Giannini, sui fondi per gli atenei si è "cominciato a invertire la rotta. Colpiscono positivamente la ripresa delle immatricolazioni, l'incremento dei laureati regolari e la diminuzione degli abbandoni fra il primo e il secondo anno. Sono inoltre incoraggianti i dati sulla qualità della produzione scientifica dei nostri ricercatori”.

I numeri dicono che le immatricolazioni sono cresciute dell'1,6% nell'ultimo anno, anche se l'Italia rimane in fondo alla classifica europea per numero di laureati (24% contro 37% media Ue e 41% media Ocse). Cresce la quota di diplomati del Mezzogiorno che si iscrivono in un ateneo del Centro-Nord (da circa il 18% dello scorso decennio al 24%) e mentre i tassi di abbandono più bassi si registrano nelle aree di Farmacia e Medicina (6-7%) tra gli studenti degli istituti professionali raggiungono addirittura il 44-48%.

Avere una laurea in tasca, si legge nel rapporto, continua a fornire un vantaggio consistente: tra il 2007 e il 2014 i disoccupati neodiplomati sono aumentati rispetto ai disoccupati neolaureati. Permangono tuttavia problemi di non corrispondenza tra aspirazioni individuali e utilizzo delle proprie competenze nel mercato del lavoro. La principale criticità del diritto allo studio non è soltanto la cronica carenza di risorse ma anche la eterogeneità di condotta delle diverse regioni: alcune, oltre a non investire risorse proprie, hanno utilizzato i fondi destinati agli interventi a favore di studenti capaci e meritevoli per altre finalità.

La quota del Pil dedicata alla spesa in ricerca e sviluppo resta su valori molto inferiori alla media dell'Unione Europea e dei principali paesi Ocse: con l'1,27% l'Italia si colloca al 18° posto. "Negli ultimi anni l'università e la ricerca si sono sottoposte a procedure trasparenti di valutazione, tuttavia questo impegno non sempre ha trovato un adeguato sostegno soprattutto dal punto di vista delle risorse", ha constatato il coordinatore del Rapporto Daniele Checchi. A fronte dei buoni risultati raggiunti a livello internazionale dalla produzione scientifica dei nostri docenti e ricercatori (nonostante il progressivo calo dei fondi), l'incertezza associata alle prospettive di carriera induce a una mobilità intellettuale verso l'estero in proporzioni superiori a quelle fisiologiche.

''Il Rapporto Anvur fa un'analisi molto precisa dei punti di forza e di debolezza del sistema e individua con chiarezza le sfide che ci aspettano nei prossimi mesi", ha commentato il ministro Giannini. “Ora dobbiamo lavorare per una maggiore internazionalizzazione dei percorsi di studio e per un collegamento più forte con il mondo del lavoro. Con l'ultima legge di stabilità abbiamo cominciato a invertire la rotta sulle risorse e stiamo facendo ripartire le abilitazioni alla docenza universitaria con regole più semplici e tempi più certi per l'espletamento delle procedure. Con il Programma nazionale per la ricerca vogliamo fare del capitolo Ricerca e Sviluppo uno degli elementi chiave del rilancio economico del Paese, investendo soprattutto sul capitale umano".

Sulla rivista di divulgazione Scienze e Ricerche è possibile scaricare il rapporto di sintesi dell'Anvur e intervenire inviando le proprie opinioni e valutazioni all'indirizzo di posta elettronica: info@scienze-ricerche.com.

Il 9 giugno a Bari è inoltre possibile assistere alla presentazione del rapporto Anvur sullo stato del sistema universitario e della ricerca e del rapporto 'Il sistema universitario italiano: un'analisi regionale', curato dall'Agenzia regionale per la tecnologia e l'innovazione (Arti). L'occasione è data dal convegno 'L'Università al bivio. Didattica e ricerca alla prova dei numeri', organizzato da Regione Puglia e Arti, nell'ambito del progetto 'Osservatorio regionale dei sistemi d'istruzione e formazione' e in collaborazione con l'Università degli studi di Bari Aldo Moro.