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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 6 - 8 giu 2016
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Marina Landolfi

Università ed Enti

Ripulirsi dalle polveri mortali

Una giornata per discutere di inquinamento stradale, delle malattie e dei decessi (54 mila l'anno in Italia) correlati e dei modi per abbatterlo. Questo l'intento di 'Spolveriamoci! Inquinamento da polveri sottili: le soluzioni per pulire la città', evento svoltosi il 18 maggio al Senato e organizzato da Ecofuturo Festival. L'incontro, coordinato dal direttore di Qualenergia Sergio Ferraris, ha visto una folta presenza di divulgatori scientifici, tra cui Valerio Rossi Albertini e Mario Tozzi del Cnr, lo scrittore Jacopo Fo e il meteorologo Luca Mercalli.

Ormai da anni un numero sempre maggiore di città diventa irrespirabile dall'inizio dell'inverno e la situazione non sembra migliorare. Maggiori responsabili sono le polveri sottili e ultra sottili emesse dalle caldaie e dai motori a scoppio, specialmente i diesel dei trasporti pesanti e dei mezzi pubblici. Un modo per attenuare il problema è il passaggio all'auto elettrica che ha pochissimi organi meccanici e non necessita di alta temperatura, riducendo così l'emissione di polveri sottili. “Oggi l'auto elettrica è come i primi piccoli mammiferi ai tempi dei dinosauri. Se ne sta acquattata in una nicchia, aspettando l'estinzione dei grandi rettili, ossia le auto”, aggiunge Tozzi. Le macchine elettriche risultano utili anche ad abbassare il tasso di malattie derivate da questo tipo di inquinamento. “Nel mondo ci sono oltre tre milioni di morti per avvelenamento urbano, contro i 180 mila decessi dovuti a guerre e terrorismo”, afferma Jacopo Fo.

Gli organi di movimento delle auto, funzionando ad alta temperatura, sfaldano poi la struttura metallica dei componenti meccanici. "Questo fenomeno, unito alla forte frizione dei freni, dove l'energia si converte in particelle metalliche, crea polveri che non esistono in natura e che i nostri polmoni non sono pronti a ricevere”, sottolinea Valerio Rossi Albertini.

Alla questione delle malattie, soprattutto nelle grandi città, si affianca il problema della mobilità. “A Roma ci sono 700 auto ogni 1.000 abitanti, e se dovessimo convertire l'intero parco auto attuale in elettrico il problema non si risolverebbe, poiché si rimarrebbe comunque bloccati nel traffico”, sostiene Ferraris. “Basti ricordare che si passano intere settimane della nostra vita stando in coda”.

La conversione verso le rinnovabili è attuabile? "Si potrebbe arrivare al 95% di utilizzo di energia sostenibile entro il 2050, per esempio con riscaldamenti diversi da quelli a combustione, la conversione in elettrico del parco auto e un sistema di condivisione dei veicoli”, conclude Annalisa Corrado, portavoce di Green Italia.

Simone Lorusso