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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 5 - 12 mag 2010
ISSN 2037-4801

Focus - Prepararsi all'estate  

Cultura

Una gita sul Tevere

Primavera ed estate vedono una vera e propria esplosione, insieme a quello balneare e di montagna, del turismo culturale al quale l'Italia offre un ventaglio di disponibilità senza eguali. Il rischio è però che le mete maggiori distraggano stranieri e connazionali da percorsi meno noti ma di grande fascino.

Uno di questi è quello che corre lungo il corso del Tevere, sulla sponda opposta a quella etrusca, dove vivevano popoli su cui la ricerca archeologica degli ultimi decenni ha fatto importanti scoperte: piccoli ma modernissimi musei civici, sorti lungo quest'asse, permettono oggi di apprezzare un'area che con i potenti dirimpettai aveva un vivace scambio di oggetti e di idee. Il Tevere era una frontiera, ma anche un elemento di unione per tutti coloro che vivevano sulle sue rive.

Enrico Benelli, dell'Istituto di studi sulle civiltà italiche del Mediterraneo antico (Iscima) del Cnr ci propone un itinerario storico-archeologico tra alto Lazio e Umbria, sulle vie di collegamento seguite dagli antichi popoli centro-italici, adatto a un'escursione all'insegna della cultura e della natura, in una delle aree più verdi d'Italia.  

"Il percorso può cominciare dal Museo Civico Archeologico di Fara in Sabina", spiega Benelli, "che raccoglie i materiali provenienti dagli scavi della città di Cures, e dalla necropoli di Colle del Forno, scavata dall'Iscima-Cnr e riferita al centro sabino di Eretum, posto a controllo della via Salaria. Di fronte al Museo, nella sala del Monte Frumentario, è ancora possibile vedere la spettacolare mostra ‘Un re, un guerriero, un eroe', allestita a cura del medesimo Istituto del Cnr, che illustra una tomba eccezionale di un sovrano sabino, recentemente venuta alla luce".

La tappa successiva può condurci al Museo Civico Archeologico di Magliano Sabina, "dove sono raccolti - prosegue il ricercatore - i materiali delle necropoli della stessa Magliano e della vicina Poggio Sommavilla, pertinenti a una cultura già diversa rispetto a quella dei Sabini più meridionali, più ricca di influssi culturali provenienti dalle città di Volsinii (Orvieto) e Falerii (Civita Castellana)".

Altri centri interessanti nel territorio dell'antica Umbria sono Otricoli, dove l'Antiquarium offre una panoramica dei materiali provenienti dalle necropoli di età preromana, e Baschi, che conserva i materiali provenienti dalla colossale fornace di ceramica di Scoppieto della prima età imperiale: un peculiare impianto produttivo antico di tipo industriale.

"A Orvieto (l'antica Volsinii)", sottolinea Benelli, "è visitabile la spettacolare necropoli etrusca di Crocifisso del Tufo: la più eclatante opera pubblica documentata in una città etrusca. I suoi reperti sono visibili nei due musei cittadini, quello Archeologico Nazionale e quello della Fondazione ‘Claudio Faina', a ridosso del celebre Duomo. A Chiusi, la città etrusca di Porsenna, situata al centro delle vie di comunicazione della regione e tappa conclusiva di questo itinerario, meritano la visita ben tre musei: l'Archeologico Nazionale, il Museo della Città, dedicato soprattutto all'immensa produzione epigrafica dell'antica Clusium etrusca, scenograficamente collocata nei che corrono nel sottosuolo, il Museo Diocesano, che con le ricche catacombe testimonia l'eccezionale rilievo del centro ancora negli ultimi secoli dell'antichità".

Per cimentarsi nella traduzione delle iscrizioni del museo di Chiusi può essere utile il manuale scritto da Benelli, ‘Iscrizioni Etrusche. Leggerle e capirle', edito da Saci.

Claudio Barchesi

Fonte: Enrico Benelli , Istituto di studi sulle civilt italiche e del mediterraneo antico, Roma, tel. 06/90672353, email enrico.benelli@iscima.cnr.it