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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 3 - 9 mar 2016
ISSN 2037-4801

Focus - Differenze uomo donna  

Salute

Connessioni neuronali che fanno la differenza

“Le donne sono intuitive e multitasking, gli uomini più logici e razionali”, siamo soliti dire. Senza cadere in facili generalizzazioni, in quest'espressione sembra ci sia una verità che va cercata nell’organo forse più misterioso dell’essere umano: il cervello. Negli ultimi anni le neuroscienze hanno studiato a fondo per capire se a livello cerebrale vi siano differenze tra uomo e donna che generano poi le note diversità di comportamento.

“Di differenze ve ne sono a livello sia strutturale sia funzionale. In generale gli uomini hanno più neuroni (materia grigia) e le donne hanno maggiori connessioni (materia bianca)”, spiega Elisabetta Menna dell’Istituto di neuroscienze (In) del Cnr. “Sappiamo che nel cervello maschile le connessioni corrono da avanti a dietro lungo lo stesso emisfero, favorendo il coordinamento tra percezione e azione. Nel cervello femminile le connessioni sono anche trasversali, vanno cioè dall'emisfero destro (legato all'intuizione) a quello sinistro (legato al pensiero logico), integrando appunto il ragionamento analitico e i processi intuitivi”.

Inoltre, ricercatori della Harvard Medical School, con l'uso delle tecniche di neuroimaging hanno riscontrato una maggiore densità di neuroni e connessioni in più (almeno il 10%) in aree della corteccia temporale femminile collegate con funzioni linguistiche ed emozionali. “Dal punto di vista funzionale anche la trasversalità e la maggiore densità di connessioni in quest'area potrebbe significare che le donne presentano una comunicazione interemisferica facilitata, che si traduce in una modalità di funzionamento più globale e intuitiva rispetto alla procedura logica e sequenziale, maggiormente tipica del sesso maschile”, precisa la ricercatrice dell’In-Cnr. “Potrebbe essere questo il motivo per cui le donne sono più empatiche e hanno maggiore facilità a decifrare stati d’animo, a comunicare verbalmente le emozioni e a esprimere i sentimenti”.

Anche l'amigdala, centro cerebrale delle emozioni - paura, rabbia, aggressività - sembra funzionare in modo diverso nei due sessi. “Nelle donne viene attivata più facilmente dalle sfumature emotive e questo ha un effetto diretto sull’ippocampo, l’area deputata ai ricordi: più forte è la risposta dell'amigdala, più particolari l'ippocampo registrerà per immagazzinare quell’esperienza nella memoria. Ecco perché le donne sembra riescano a ricordare i minimi dettagli delle esperienze emotive - i loro primi appuntamenti, le liti più serie... - mentre gli uomini hanno ricordi meno definiti anche di eventi emotivi significativi”, prosegue Menna. “Nell'uomo, invece, l'amigdala, che è anche l'area più primitiva del cervello, mantiene soprattutto le sue funzioni più ancestrali, quelle che registrano le paure e scatenano l'aggressività. Questo potrebbe spiegare perché di fronte a una situazione di stress, di ira o di paura, la donna tende ad attivare principalmente i circuiti emotivi e la reazione può avere una connotazione affettiva; l'uomo attiva invece la corteccia prefrontale, per cui la risposta è prevalentemente motoria e orientata all’azione fisica”.

Se le differenze indubbiamente esistono non si può però parlare di cervello maschile e femminile. “Questo organo è un network di molteplici gruppi di cellule indipendenti (specifiche regioni cerebrali) che agiscono in maniera concertata e che sono sottoposti a regolazione da parte di fattori intrinseci (genetici) e estrinseci (ambientali). È quindi praticamente impossibile a livello cerebrale assumere un uniforme grado di 'mascolinità' o 'femminilità'”, conclude la ricercatrice.

Cecilia Migali

Fonte: Elisabetta Menna, Istituto di neuroscienze, Milano, tel. 02/50317095 , email e.menna@in.cnr.it -