Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 2 - 10 feb 2016
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Marina Landolfi

Università ed Enti

L'Italia che mangia bene

Secondo il 'Rapporto Italia 2016’, pubblicato recentemente dall’Eurispes, il made in Italy conquista sempre di più le nostre tavole. Infatti, più dell’80% della popolazione sceglie i prodotti alimentari del Bel Paese, a fronte del 77,6% del 2012. Anche la trasparenza sembra essere importante, lo dimostra il fatto che tre connazionali su quattro affermano di controllare regolarmente l’etichettatura e la provenienza dei cibi che acquistano. Quella che emerge è l’immagine di un Italia sempre più attenta alla cultura del cibo, alla salute e alla sostenibilità ambientale.

L’81% degli intervistati predilige i cibi di stagione e il 56% quelli a chilometro zero. È aumentata anche la quota di quanti acquistano con frequenza prodotti a marchio Dop, Igp e Doc (53%), con un incremento di circa sette punti percentuali rispetto al 2012. Oltre un terzo del campione compra spesso prodotti biologici, che, negli ultimi anni, si stanno progressivamente imponendo sul mercato agroalimentare. Anche i vegetariani stanno aumentando: l’8% degli intervistati dichiara di seguire una dieta priva di proteine animali e il benessere personale sembra rappresentare la motivazione principale che spinge il Paese ad essere sempre più 'green’. Il 46,7% di chi segue una dieta vegetariana o vegana, infatti, lo fa per la propria salute, il 30% ha invece motivato la sua scelta con sensibilità nei confronti degli animali, mentre poco più del 12% per motivi di tutela ambientale.

I giovani sono invece meno attenti alla qualità. I 18-24enni scelgono poco il made in Italy, sono meno avvezzi a consumare prodotti di stagione e solo il 64% controlla l’etichetta di ciò che mette nel carrello della spesa. Il primato dell’acquisto dei cibi pronti, come sughi, zuppe, surgelati, spetta invece ai 25-34enni, con il 33,3% delle preferenze.

Ma non è solo l’età a influenzare le scelte al (super)mercato, mangiare sano sembra essere una priorità per chi è più istruito. Solo la metà degli italiani senza titolo di studio, o con licenza elementare, legge l’etichettatura dei prodotti, a differenza dell’82,5% dei laureati. Tra i meno istruiti prevale anche la necessità di comprare cibi pronti e più economici e solo uno su quattro mangia biologico. Se invece si hanno dei figli l’attenzione per quello che si porta in tavola cresce sensibilmente. Quasi l’85% dei genitori afferma di acquistare prodotti italiani e di stagione, mentre solo uno su quattro compra alimenti pronti.

Emanuele Guerrini