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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 12 - 16 dic 2015
ISSN 2037-4801

Focus - Presepe  

Socio-economico

Come i Magi, oggi i profughi arrivano dall'Oriente

Chi sono i 'magi’ di oggi? Da dove vengono? I Re del presepe, giunti a onorare il Bambino, provenivano da 'lontano’ ed erano sicuramente 'gentili’, cioè non ebrei, probabilmente sacerdoti zoroastristi, provenienti dalla Persia, dalla Media, regioni identificate con l’attuale Iran, forse addirittura dall’India. È una tratta, quella dall’Oriente verso il Mediterraneo, che anche molti profughi odierni compiono, portando con loro, però, non oro, incenso e mirra, ma un carico doloroso di disperazione e povertà.

“Una componente importante delle attuali migrazioni giunge fino a Puglia e Calabria attraverso imbarcazioni partite dalla Grecia e soprattutto dalla Turchia, che è stata ed è un'area di passaggio fondamentale per gli irregolari provenienti da Pakistan, Iran, Afghanistan e Iraq”, spiega Eugenia Ferragina dell’Istituto di studi sulle società del Mediterraneo (Issm) del Cnr e curatrice del 'Rapporto sulle economie del Mediterraneo’. “Nel 2010 in Europa erano arrivate solo 10 mila persone attraverso il Mar Mediterraneo, diventate circa 70 mila già l’anno successivo, durante la Primavera araba. I rifugiati sui barconi sono invece passati da 22 mila a 60 mila tra 2012 e 2013, secondo i dati di Frontex. Ma la crisi umanitaria è esplosa nel 2014, con l’acuirsi delle tensioni in Africa e Medio Oriente. Nel 2014 sono arrivati più di 218 mila profughi dal Mediterraneo, più del triplo rispetto all’anno precedente, un numero ulteriormente cresciuto nel 2015”.

La rotta del Mediterraneo orientale è però la seconda più solcata dai barconi che trasportano i profughi. La maggior parte dei profughi è infatti arrivata dal Mediterraneo centrale, la via seguita dalle imbarcazioni parte dall’Africa settentrionale, di solito dalla Libia, e conclude il suo percorso nel nostro Paese o a Malta. “In Italia nel 2014 sono arrivati da questa via più di 40 mila siriani e più di 33 mila eritrei, numeri triplicati rispetto al 2013. A marzo del 2015 invece i siriani non erano già più tra i primi tre gruppi di provenienza dei profughi e al primo posto troviamo i migranti dal Gambia, poi da Somalia e Senegal”, prosegue la ricercatrice. I flussi migratori cambiano quindi di continuo. “Nel 2011, per esempio, erano arrivati quasi 30 mila tunisini in Italia dopo lo scoppio della rivoluzione che travolse il regime di Ben Alì. La stabilizzazione successiva ha ridotto drasticamente il numero degli arrivi”.

Ma anche la rotta mediterranea occidentale, la terza, è un’importante via solcata dai profughi, poiché collega l’Africa settentrionale alla Spagna. “Nel 2014 è stata percorsa da 7.842 persone, sempre secondo Frontex. I camerunensi sono il primo gruppo su questa tratta, seguiti da algerini e profughi dal Mali. Frontex computa in questo dato anche coloro i quali entrano attraverso le enclave spagnole di Melilla e Ceuta: dal 2014 però arrivano molte più persone via mare, come riscontrato anche sulle altre vie del Mediterraneo”, conclude Ferragina.

Meno battuta appare, infine, la via che collega l’Africa occidentale alle Canarie, usata l’anno scorso solo da 276 persone la maggior parte delle quali provenienti da Marocco, Guinea e Senegal.

Marco Ferrazzoli

Fonte: Eugenia Ferragina, Istituto di studi sulle societ del Mediterraneo, tel. 081/6134086 , email eugenia.ferragina@issm.cnr.it -