Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 9 - 23 set 2015
ISSN 2037-4801

L'altra ricerca   a cura di Emanuele Guerrini

Tecnologia

Stephen Bryen: lo stratega della Casa Bianca

Già influente consigliere dei presidenti Bush e vice sottosegretario alla Difesa di Ronald Reagan, Stephen Bryen è attualmente a capo della Ziklag Systems, compagnia di mobile security che produce sistemi di tecnologia avanzata per la sicurezza delle imprese. A Roma per vari impegni, tra cui un incontro con il think tank 'Il nodo di Gordio’, parla in questa intervista di innovazione e sviluppo, tecnologie e rapporto tra ricerca civile e militare.

“La domanda che ci si dovrebbe porre è se l'investimento in ricerca e sviluppo”, spiega Bryen, “debba spettare al Governo o ai privati. A mio avviso, con gli investimenti pubblici si rischia che venga a mancare l’efficienza sia nel contenimento dei costi, sia nel raggiungimento dei risultati, poiché il finanziatore esercita un controllo minore. Per questo ritengo che il Governo dovrebbe limitarsi a promuovere gli investimenti privati e attrarli maggiormente, mediante regolamentazioni e incentivi adeguati”.

Bryen evidenzia l'approccio statunitense al comparto: “In America si parla di Nih, ovvero 'Not Invented Here’ (non inventato qui, ndr), un approccio miope che tende a considerare di basso livello le tecnologie e scoperte non americane. Oggi ritengo invece possibile trovare tecnologia di altissima qualità non solo in Europa, ma anche in paesi come Cina, Russia o Israele, segno che il settore è in pieno dinamismo a livello globale. Questo anche grazie al ruolo centrale della rete, che ovviamente accorcia le distanze della comunicazione, facilitando la diffusione delle innovazioni”.

Per quanto concerne il rapporto tra ricerca civile e militare e “valutare il ruolo di volano della seconda sulla prima, è necessario guardare alla storia”, spiega l’esperto. “Durante la Seconda guerra mondiale gli Stati Uniti hanno investito moltissimo in ricerca e sviluppo e il risultato è stato quello di ottenere molte nuove tecnologie, seguite da un sostanzioso piano di sviluppo spaziale, inimmaginabile prima dell'inizio del conflitto. Tuttavia, negli ultimi venti anni, le cose sono mutate e gli equilibri si sono capovolti, ora è la ricerca delle tecnologie nei settori civili ad anticipare lo sviluppo della difesa”.

Matteo Marsini