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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 4 - 28 apr 2010
ISSN 2037-4801

Focus - Alberi  

Ambiente

Alberi secolari, testimoni viventi della storia

200 anni di età, 12 metri e 50 di altezza, 2 metri di circonferenza del tronco e 10 metri di diametro medio della chioma. Sono le caratteristiche di una  splendida 'Magnolia  grandiflora secolare',  che si trova nel comune di Procida,  entrata nella leggenda per essere testimone del passaggio di re Ferdinando di Borbone. Si racconta che il re, spesso a Procida per organizzare battute di caccia, s'invaghisse di una prosperosa  contadinotta  di nome Sofia, che abitava nei pressi di dove è ora la magnolia. La ragazza gli resisteva, ma un giornodi primavera, forse stordita dai profumi della brezza procidana, cedette al desiderio del re cacciatore. Fu allora che il re ordinò che nel prato ove si svolse l' 'eroica battaglia' fosse piantata, in ricordo della sua vittoria, una magnolia, passata alla storia come la 'magnolia di re Ferdinando'.

Testimoni viventi della storia, gli alberi monumentali si caratterizzano per le eccezionali dimensioni e un'età plurisecolare. "La bellezza straordinaria, le dimensioni fuori dal comune e l'età sono i requisiti essenziali per classificare un grande albero", afferma Giovanna Acampora, dell'Istituto di biologia agroambientale e forestale (Ibaf) del Cnr d i Napoli.

Ma come si può esprimere un valore soggettivo di bellezza, di emozioni in termini quantitativi? Età, altezza, circonferenza, diametro del tronco, proiezione della chioma sono dati numerici e rappresentano il valore scientifico selvicolturale ed economico, che non può prescindere dal valore naturalistico ed estetico (specie, rarità, forma della chioma, maestosità, portamento) e dal valore storico-culturale e religioso (memorie storiche, leggende, tradizioni popolari).

"Longevità e maestosità non sono dovuti solo al caso. Essi sono sopravvissuti per secoli alle avversità naturali in quanto dotati di una particolare vitalità, in qualche modo codificata a livello genetico", spiega la studiosa, "alla stessa maniera di un essere umano che abbia superato il secolo di vita".

Oltre a eventi climatici non favorevoli, processi erosivi, incendi, la minaccia più grande è determinata proprio dall'intervento dell'uomo, con tagli abusivi e speculazioni edilizie ed economiche. Qualche esemplare  si è salvato proprio grazie alla considerazione di cui godeva presso le comunità locali.

"Ricostruire la storia di un albero non è facile", spiega Acampora, "poiché spesso non c'è un limite tra storia, leggenda e tradizioni popolari. Si risale al Medioevo, all'Impero romano ma anche a 4.000 anni fa, come alcuni esemplari, dimostrano".

Ed è difficile anche sapere quanti  sono con esattezza questi 'patriarchi della natura' e dove sono dislocati sul territorio nazionale. Il Corpo Forestale dello Stato e l'Assessorato al Governo del territorio della Regione Campania, in collaborazione con la Lipu, ha condotto negli ultimi tre anni un censimento degli alberi monumentali in ambito intraurbano nella regione campana, mettendo in rete anche il censimento del Wwf Penisola Sorrentina e le segnalazioni pervenute da numerosi comuni ed enti pubblici. "L'obiettivo del progetto è creare una banca dati degli alberi secolari in Campania", riferisce l'esperta del Cnr, "con l'intento, soprattutto, di sensibilizzare sull'importanza degli alberi monumentali,  permetterne la conoscenza e poter intervenire su di essi con apposite cure e misure di salvaguardia. Come è stato fatto in altre regioni italiane".

Rosanna Dassisti

Fonte: Giovanna Acampora, Istituto di tecnologie avanzate per l'energia "Nicola Giordano", Messina, tel. 090/624285 , email giorgio.dispenza@itae.cnr.it -